Risorse
Ultimi & popolari
Aiuti & Utilities
Comunity
Kolibri OS è un progetto ambizioso che si presenta come il più piccolo sistema operativo dalle prestazioni estreme.
Kolibri OS è un progetto ambizioso che si presenta come il più piccolo sistema operativo dalle prestazioni estreme.
Scritto interamente in linguaggio assembly, KolibriOS è riuscito a infilare il multitasking, un desktop grafico, la rete TCP / IP, il supporto USB, la riproduzione di contenuti multimediali e molte altre caratteristiche su un disco floppy da 1,44 MB.
Davvero da non credere in effetti, praticamente lo si avvia in due secondi netti dal Floppy Disk, il menu è simile a quello di Windows e ci sono un sacco di programmi utility.
Questo KolibriOS è un sistema di cui si può tenere conto che può servire nel caso di emergenze o come sistema portatile.
Per provarlo su un pc senza lettore floppy, si può installare il floppy virtuale.
In realtà KolibriOS è una versione modificata di un altro sistema operativo chiamato MenuetOS. Le differenze da MenuetOS sono molteplici. Sicuramente la prima modifica che salta subito all'occhio è la maggiore automatizzazione del processo di avvio. KolibriOS funziona anche con Hardware poco potente, infatti è usato più che altro per ridare nuova vita a vecchi computer.
Nonostante occupi poco spazio e abbia basse richieste Hardware, KolibriOS ha tutto ciò che serve per svolgere il lavoro di tutti i giorni, da un elaboratore di testo a un Browser web. Attualmente il sistema operativo è in fase beta ed è quindi pronto per un utilizzo quotidiano, anche se necessita di alcuni miglioramenti che dovrebbero renderlo completamente stabile ed efficiente.
KolibriOS è attualmente in grado di effettuare il boot (tramite il boot manager GRUB) da un CD, da un floppy o da un Hard Disk.
Linux From Scratch (LFS): creazione di un sistema Linux partendo da zero, usando solamente i sorgenti dei software richiesti.
Linux From Scratch (LFS, letteralmente dall'inglese Linux da zero) è un libro scritto da Gerard Beekmans, Matthew Burgess ed altri. Nel libro sono fornite istruzioni su come costruire un sistema Linux a partire dai codici sorgente.
La storia di LFS inizia nel 1998, quando Gerard Beekmans, non soddisfatto di altre distribuzioni, decide di creare il suo sistema ideale personale che si adatti alle sue esigenze, e scrive i suoi progressi in un pezzo di carta. In breve tempo, il libro riscuote successo, ed attorno ad esso si sviluppa un progetto, con lo scopo di educare l'utente a costruire nel modo più pulito possibile un nuovo Sistema Operativo.
Il libro è disponibile gratuitamente dal sito di Linux From Scratch, la cui versione corrente è la 6.8. Per mantenere LFS piccolo e conservare il suo scopo, è stato creato un altro libro, Beyond Linux From Scratch, che presenta le istruzioni su come proseguire lo sviluppo del sistema di base creato con LFS.
Linux From Scratch consiste in un modo per installare un sistema Linux funzionante attraverso la costruzione manuale e configurazione di tutti i suoi componenti. Tale processo è molto più laborioso rispetto all'installazione di una distribuzione pre-costruita. L'idea di base è che installare i singoli pacchetti uno per uno porterà ad una comprensione dei meccanismi interni di un sistema Linux funzionante. Inoltre, ovviamente, compilare tutto il software specificamente per la piattaforma ed architettura su cui verrà eseguito tende a far risultare i programmi più leggeri e veloci. Infine, è più facile personalizzare i pacchetti installati quando ognuno di essi è stato installato manualmente - "La tua distro, le tue regole".
Procedura.
Per costruire LFS, il costruttore necessita di una partizione vuota e un file system Linux funzionante. Per prima cosa bisogna compilare una toolchain che consiste in strumenti (tools) come gcc, glibc e Perl, usati per compilare LFS. Poi la cartella radice deve essere cambiata (chroot) a quella cassetta degli attrezzi per far partire la costruzione del sistema finale. Uno dei primi pacchetti da compilare è glibc; dopo di che il linker della cassetta degli attrezzi deve essere impostato per linkare glibc appena costruito, così che tutti gli altri pacchetti che verranno costruiti per il sistema finale saranno linkati a quest'ultimo. Non appena le versioni finali dei pacchetti sono installate, queste devono essere quelle utilizzate da bash, piuttosto che quelle temporanee nella cassetta degli attrezzi. Questo si realizza vuotando la tabella hash di bash ed impostando la cartella dei binari della cassetta degli attrezzi per ultima nella variabile di ambiente path del nuovo ambiente.
Linux From Scratch (LFS): creazione di un sistema Linux partendo da zero, usando solamente i sorgenti dei software richiesti.
Linux From Scratch (LFS, letteralmente dall'inglese Linux da zero) è un libro scritto da Gerard Beekmans, Matthew Burgess ed altri. Nel libro sono fornite istruzioni su come costruire un sistema Linux a partire dai codici sorgente.
La storia di LFS inizia nel 1998, quando Gerard Beekmans, non soddisfatto di altre distribuzioni, decide di creare il suo sistema ideale personale che si adatti alle sue esigenze, e scrive i suoi progressi in un pezzo di carta. In breve tempo, il libro riscuote successo, ed attorno ad esso si sviluppa un progetto, con lo scopo di educare l'utente a costruire nel modo più pulito possibile un nuovo Sistema Operativo.
Il libro è disponibile gratuitamente dal sito di Linux From Scratch, la cui versione corrente è la 6.8. Per mantenere LFS piccolo e conservare il suo scopo, è stato creato un altro libro, Beyond Linux From Scratch, che presenta le istruzioni su come proseguire lo sviluppo del sistema di base creato con LFS.
Linux From Scratch consiste in un modo per installare un sistema Linux funzionante attraverso la costruzione manuale e configurazione di tutti i suoi componenti. Tale processo è molto più laborioso rispetto all'installazione di una distribuzione pre-costruita. L'idea di base è che installare i singoli pacchetti uno per uno porterà ad una comprensione dei meccanismi interni di un sistema Linux funzionante. Inoltre, ovviamente, compilare tutto il software specificamente per la piattaforma ed architettura su cui verrà eseguito tende a far risultare i programmi più leggeri e veloci. Infine, è più facile personalizzare i pacchetti installati quando ognuno di essi è stato installato manualmente - "La tua distro, le tue regole".
Procedura.
Per costruire LFS, il costruttore necessita di una partizione vuota e un file system Linux funzionante. Per prima cosa bisogna compilare una toolchain che consiste in strumenti (tools) come gcc, glibc e Perl, usati per compilare LFS. Poi la cartella radice deve essere cambiata (chroot) a quella cassetta degli attrezzi per far partire la costruzione del sistema finale. Uno dei primi pacchetti da compilare è glibc; dopo di che il linker della cassetta degli attrezzi deve essere impostato per linkare glibc appena costruito, così che tutti gli altri pacchetti che verranno costruiti per il sistema finale saranno linkati a quest'ultimo. Non appena le versioni finali dei pacchetti sono installate, queste devono essere quelle utilizzate da bash, piuttosto che quelle temporanee nella cassetta degli attrezzi. Questo si realizza vuotando la tabella hash di bash ed impostando la cartella dei binari della cassetta degli attrezzi per ultima nella variabile di ambiente path del nuovo ambiente.
Creazione di una nuova partizione.
Per costruire il nostro nuovo sistema Linux abbiamo bisogno di un po' di spazio: una partizione vuota sul disco. Se non avete una partizione libera, nè spazio in nessuno dei vostri hard disk per farne una, allora potete costruire LFS nella stessa partizione in cui è installata la vostra distribuzione host. Non è una procedura raccomandata per la vostra prima installazione di LFS, ma se non avete spazio e vi sentite coraggiosi, date un'occhiata ai suggerimenti su ....
Per un sistema minimale avrete bisogno di una partizione di circa 1,3 GB. Questo spazio è sufficiente per archiviare tutti i tarball sorgenti e compilare tutti i pacchetti. Ma se intendete usare il sistema LFS come vostro sistema Linux principale, probabilmente vorrete installare software addizionale, e avrete bisogno di più spazio, probabilmente attorno ai 2 o 3 GB.
Dal momento che non abbiamo praticamente mai sufficiente RAM nel nostro PC, è una buona idea utilizzare una piccola partizione come area di swap: questo spazio è utilizzato dal kernel per archiviare dati usati raramente e fare spazio in memoria per cose più urgenti. La partizione di swap per il vostro sistema LFS può essere la stessa del vostro sistema host, così non dovrete crearne un'altra nel caso in cui il vostro sistema usi già una partizione di swap.
Avviate un programma di partizionamento come cfdisk o fdisk che abbia per argomento l'hard disk su cui deve essere creata la nuova partizione, ad esempio /dev/hda per il disco IDE primario. Create una partizione Linux nativa e una partizione swap, se necessario. Fate riferimento alle pagine man di cfdisk o fdisk se non sapete come usare i programmi.
Ricordate la designazione della vostra nuova partizione, qualcosa tipo hda5. Questo libro vi farà riferimento come partizione LFS. Se avete anche una partizione di swap ricordatevi anche la sua designazione. Questi nomi saranno in seguito necessari per il file /etc/fstab.
Conky è un programma utile per monitorare diverse variabili di sistema direttamente sulla propria scrivania.
Conky è un programma utile per monitorare diverse variabili di sistema direttamente sulla propria Scrivania.
Installazione
Installare il pacchetto conky presente nel componente universe dei repository ufficiali.
Avvio.
Digitare in una finestra di terminale il seguente comando:
conky
E' inoltre possibile utilizzare dei parametri aggiuntivi tra i quali:
-c, --config=FILE
Permette di scegliere il file di configurazione da utilizzare
-d, --daemonize
esegue il programma in background in modo che l'applicazione non venga terminata quando il terminale viene chiuso
Come installare in Ubuntu Window Maker, o più semplicemente WMaker, window manager per il sistema grafico X Window System.
Window Maker, o più semplicemente WMaker, è un window manager per il sistema grafico X Window System.
Window Maker fu originariamente scritto da Alfredo Kojima, un programmatore Brasiliano, per l'ambiente desktop di GNUstep e doveva essere una versione migliorata di AfterStep.
Esso, infatti è nato con lo stile di OpenStep ed emula l'interfaccia grafica dei sistemi NextStep.
Window Maker è molto essenziale, ma allo stesso tempo efficace, veloce ed efficiente: per tali ragione è spesso usato su computer datati.
Il nome originario era WindowMaker (senza spazi), ma ciò si scontrava con un prodotto della Windowmaker Software Ltd, azienda produttrice di software gestionale per la produzione di porte e finestre.
Nel 1998, quindi, un accordo tra gli sviluppatori di Window Maker e l'azienda "Windowmaker Software" stabilisce che il nome del window manager non doveva essere un'unica parola.
Window Maker è un window manager "OpenStep(TM) like". Cioè emula l'interfaccia grafica dei sistemi NEXTSTEP(TM); un po' come AfterStep ma con molti più vantaggi: andiamoli a scoprire.
Fedora per netbook, ecco Fuduntu, ottimizzata per l’uso sui computer portatili, sia netbook che laptop,
Anche se il nome non lo fa sembrare il caso, Fuduntu non è una distribuzione Linux basata su Ubuntu, ma su Fedora, in particolare sulla versione 14.
Forse chiamarla distro è una cosa eccessiva, dato che si tratta piuttosto di un remix, o adattamento, che è stato ottimizzato per l’uso sui computer portatili, sia netbook che laptop, ma anche può essere usato con successo anche sui desktop.
Il creatore di questa versione di Fedora ha fatto delle modifiche alla distro originale per migliorarne le prestazioni e migliorare l’utilizzo della batteria, nonché ha apportato delle interessanti modifiche al desktop Gnome (come dice lui, sono troppe da elencare), sono stati aggiunti alcuni pacchetti, come OpenOffice, Inkscape, Gimp e Pidgin, e altri sono invece stati rimossi, come i giochi Gnome, Empathy o Transmission.
Fluxbox window manager progetto totalmente opensource ed interamente scritto in C++ con un elevato grado di personalizzabilità.
Fluxbox è un Window Manager, (Window Manager o abbreviato "WM"- letteralmente un "Gestore di Finestre"), per l' ambiente X - progetto totalmente opensource ed interamente scritto in C++ è basato sul codice sorgente di Blackbox 0.61.1. con un elevato grado di personalizzabilità e funzionalità aggiuntive (come la possibilità di cambiare workspace tramite la mousewheel o di cambiare l'assetto della titlebar delle finestre).
Fluxbox è estremamente leggero e performante, capace quindi di rendere la vostra "Desktop-Experience" di tutto rispetto anche se state usando un hardware non molto performante - hardware su cui un Desktop Manager, (DM o DE), potrebbe rendervi la via molto più angosciosa.
Fluxbox è altamente configurabile, sia dal punto di vista del codice sorgente e quindi nella sua configurazione, sia dal punto di vista grafico - senza quindi mettere l' utente in un ambiente graficamente spoglio, o poco "cool".
Installazione di Ubuntu Server una delle migliori soluzioni in ambienti server attualmente disponibile.
Dalla pagina dedicata del sito Ubuntu è possibile scegliere quale versione scaricare: nel nostro caso utilizzeremo Ubuntu Server 9.10, l'ultima versione disponibile al momento della stesura della guida. Selezioniamo dal menu un mirror dal quale scaricare l'immagine ISO (sceglietene uno italiano) e, con un clic su Alternative download options, scegliete se scaricare una versione di Ubuntu Server ottimizzata per l'architettura del proprio server: a 32 o a 64 bit. Una volta effettuata questa scelta, siamo pronti per dare il via al download attraverso l'apposito pulsante.
Per chi volesse scaricare Ubuntu Server dal velocissimo server Garr può usare i seguenti link diretti: Ubuntu Server 9.10 64 bit - Ubuntu Server 9.10 32 bit.
Terminato il download, è possibile verificare che quanto scaricato non possegga difetti tramite un controllo con MD5SUM, di cui è disponibile una guida dettagliata sul Wiki ufficiale di Ubuntu. Passiamo dunque alla masterizzazione dell'immagine ISO su un supporto CD o DVD, ed avviamo la macchina scegliendolo come dispositivo di avvio.
La prima schermata che avremo davanti sarà molto familiare a chiunque abbia già installato almeno una volta una qualunque versione di Ubuntu. Dopo aver selezionato la lingua, è possibile scegliere tra diverse opzioni: per procedere con l'installazione, selezioniamo Installa Ubuntu Server, e attendiamo il caricamento della schermata successiva.
Tux Collection: le più belle icone della mascotte ufficiale del kernel Linux.
Tux è la mascotte ufficiale del kernel Linux. Creato da Larry Ewing nel 1996, è un pinguino paffuto dall'aria contenta. L'idea che la mascotte di Linux dovesse essere un pinguino venne inizialmente a Tove Torvalds, moglie di Linus Torvalds, il creatore del kernel Linux, sapendo della simpatia che il marito provava per queste creature.
L'origine del nome Tux, suggerito da James Hughes, è un acronimo, in puro stile Unix, derivato da Torvalds UniX. Inoltre, il nome è assonante all'inglese tuxedo, ovvero lo smoking (a cui il pinguino di profilo assomiglia grazie alla sua coda).
Tux venne disegnato nell'ambito di un concorso Linux. Sul sito del concorso Linux sono presenti altre immagini dei partecipanti. Il logo vincitore venne creato da Larry Ewing con GIMP, un pacchetto grafico distribuito come free software, e rilasciato secondo la condizione seguente:
« Si autorizza l'uso e/o la modifica di questa immagine a condizione che venga riconosciuto il mio nome lewing@isc.tamu.edu e quello di GIMP, se qualcuno lo chiede »
Secondo Jeff Ayers, Linus Torvalds ha una "fissazione per gli uccelli acquatici grassi e che non volano". Inoltre Torvalds afferma di avere contratto la "pinguinite" dopo essere stato gentilmente mordicchiato da un pinguino: "La pinguinite ti tiene sveglio la notte a pensare ai pinguini e ti fa provare un grande senso di affetto verso di loro." La malattia immaginaria di Torvalds è ovviamente uno scherzo, tuttavia venne realmente morso da un piccolo pinguino durante una visita a Canberra. Torvalds stava cercando qualcosa di divertente e simpatico da associare a Linux e un pinguino un po' grasso che si siede dopo un pranzo abbondante ed una buona pinta di birra rispondeva perfettamente all'idea. Da notare i piedi arancioni che lo fanno somigliare ad un'anatra.
Come compilare un programma quando non è facilmente installabile tramite i repository ufficiali.
Di tutti i software open source, per la definizione stessa di tale termine, vengono resi disponibili i sorgenti che, una volta compilati, andranno a costituire l'intera applicazione. La compilazione, in genere, è un'operazione non particolarmente difficile, sopratutto se non si ha la necessità di andare a modificare numerosi parametri, e può durare più o meno tempo a seconda delle dimensioni dell'applicazione e delle operazioni da eseguire per ottenere i file binari. Vediamo, dunque, come compilare un qualsiasi software per Linux a partire dai suoi codici sorgenti.
Installazione dei pacchetti di sviluppo
Ogni distribuzione fornisce ai propri utenti tutti gli strumenti necessari alla compilazione di un pacchetto, anche se in alcuni casi è necessario installare prima tali strumenti. In Ubuntu Linux, ad esempio, è sufficiente installare il pacchetto build-essential per aver subito a disposizione quanto necessario, utilizzando il seguente comando:
$ sudo apt-get install build-essential
Principale
Inserisci...
Collabora
ZioBudda.net sta crescendo sempre di più, ma mi serve una mano per portare avanti i progetti e per rendere il sito sempre più bello e pieno di informazioni.


