Disinnescato SOPA ora è la volta di ACTA

Acta.jpg Nelle ultime settimane è finalmente partito il dibattito sulle proposte statunitensi di legge SOPA e PIPA anche in Italia. A parte l’iniziale momento di smarrimento degli utenti italiani finora poco o per nulla informati sul contenuto dei suddetti disegni di legge, la discussione è entrata velocemente nel vivo. Mentre negli USA, grazie a manifestazioni di piazza e oscuramenti volontari di centinaia di siti in segno di protesta, era ormai chiaro che la proposta SOPA sarebbe stata presto ritirata, un’iniziativa analoga sulla materia è stata paventata da un gruppo bipartisan di deputati nostrani che, a quanto si apprende dalla stampa, in alcuni casi non si erano resi conto delle reali implicazioni di ciò che stavano proponendo (sic!).

Scritto da opengeek.it, il 13-02-2012
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Dooble, un Browser pensato per mantenere la nostra Privacy

Abbiamo spesso parlato di Firefox, Google Chrome e Opera ossia i più utilizzati Browser per Linux e non solo, ma esistono anche molto altri progetti interassi per navigare in internet in sicurezza e velocemente, Dooble è uno di questi.

Scritto da yuri, il 31-12-2011
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De-SOPA: una add-on per Firefox contro i filtri DNS di SOPA

Quando non riesci a risolvere un problema nonostante i molti tentativi effettuati, cambia radicalmente il tuo approccio all’ostacolo. Questa è una delle molte idee che hanno fatto la fortuna di Sveve Jobs e lo hanno reso ricco e famoso. A ben guardare, questa massima sembrerebbe essere semplice e quasi scontata ma quasi mai viene seguita nella vita reale. Il caso della nuova legislazione antipirateria -SOPA-, attualmente in discussione al Congresso americano, è la prova di quanto sia difficile, anche ad alti livelli, fare autocritica e cercare di risolvere in maniera innovativa l’annoso problema della tutela del copyright. Ancora una volta il legislatore sta cercando di tutelare la proprietà intellettuale attraverso un sistema...

Scritto da opengeek.it, il 21-12-2011
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Chromium 17 build Multi cookie per Linux, Mac e Windows

chromium-17.png Chromium, il browser open source di Google raggiunge la versione 17.x e aggiunge la funzionalità multiutente (gestione dei cookie separata) che in precedenza abbiamo visto su Epiphany. Inoltre mantiene una velocità di esecuzione del codice javascript mostruosamente veloce (10 volte più veloce rispetto a Firefox su un netbook).

Scritto da , il 07-12-2011
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Decreto “salva Italia”: cade la privacy per le società

Nascosta tra le pieghe del Decreto “salva Italia” [n.d.r. l’auspicio è che il nome di battesimo giornalistico porti bene più che al Decreto all’Italia] c’è una piccola disposizione sfuggita agli analisti economico-finanziari che, nelle ultime ore, hanno passato al setaccio, riga per riga, il Decreto che, di fatto, sancisce la definitiva ed integrale – o quasi – sottrazione delle società, enti ed associazioni dall’ambito di applicazione del Codice Privacy e, dunque, dalla relativa disciplina. L’art. 40 del Decreto, infatti, ridelinea i confini delle definizioni di “dato personale” e di “interessato” contenute nel Codice Privacy stabilendo che non sono dati personali quelli di “persone giuridiche, enti ed associazioni” e che questi ultimi non vanno considerati quali “interessati” ai fini dell’applicazione del Codice.

Scritto da LeggiOggi, il 07-12-2011
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Privacy e anonimato online: un'introduzione

Complice la potenza e la relativa facilità e immediatezza di utilizzo di Internet unita ad un’informazione e una consapevolezza dell’utente non sempre adeguata e all’altezza del mezzo usato, a cui si aggiungono politiche aziendali, vuoi per malizia, vuoi per dimenticanza,vuoi per malafede, non sempre chiare e limpide, la maggior parte degli utenti Internet incorre quotidianamente in comportamenti inconsapevoli e richiosi per la propria privacy e il proprio anonimato. Comportamenti i cui equivalenti nella vita reale non così frequentemente vengono sottovalutati e di cui nella maggior parte dei casi se ne riconosce la sconvenienza e si tende ad evitarli. Prima ancora di strumenti tecnici e contromisure è bene creare consapevolezza negli utenti.

Crittografia e Plausible Deniability

Un attaccante potrebbe sfruttare diversi sistemi coercitivi nei confronti del detentore di un messaggio criptato per ottenere la chiave di accesso. La Plausible Deniability si basa sulla capacità di un algoritmo di crittografia di permettere ad uno stesso contenuto criptato di veicolare diversi messaggi, associando a ciascuno di essi una diversa chiave di accesso, rendendone nel contempo "plausibile" la negazione dell'esistenza. Molti strumenti OpenSource supportano questa tecnologia.

Tails, The Amnesic Incognito Live System, 0.8 rilasciato

tails.jpeg Tails, versione 0.8 è stata rilasciata 2 giorni fa, con alcuni aggiornamenti sui suoi pacchetti principali. Tails è una una Debian fatta su misura per l'anonimato e la privacy, per raggiungere questo obiettivo tutte le connessioni in uscita verso Internet sono costrette a passare attraverso Tor

Redditi online: non è solo una questione di numeri!

Ciascuno degli oltre 8000 Comuni italiani potrà pubblicare i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi dei residenti sul proprio territorio. E’ questo il contenuto – del quale non è ancora noto il testo – di uno degli emendamenti presentati dal Governo nell’ambito della manovra fiscale bis in queste ore all’esame della Commissione bilancio del Senato. L’obiettivo perseguito attraverso tale disposizione di legge è – a quanto è dato capire – quello di stimolare e promuovere una sorta di “controllo sociale” diffuso per effetto del quale ogni cittadino dovrebbe trasformarsi in “poliziotto fiscale” e denunciare alla competente Autorità il proprio collega di lavoro, conoscente o vicino di casa che dichiara poco ma spende molto.

Google Plus e la privacy: prime impressioni

Da due giorni sul Web si parla quasi esclusivamente della notizia del lancio di Plus, il nuovo social network di Google. Dal momento che il servizio è ancora in beta, in tanti (tra cui il sottoscritto) si sono affrettati a procurarsi un invito per provare quello che è stato definito come “l’anti-Facebook”. Ovviamente qui non troverete recensioni o “prove sul campo” di Google+ che prendano in considerazione virtù e vizi del nuovo social network (che, nei prossimi giorni, pubblicherò su LeggiOggi nell’ambito degli approfondimenti dedicati a “Social Networks per avvocati”). Da avvocato, infatti, oltre alle funzionalità ero interessato a leggere i termini del servizio (il passaggio cui, di solito, si riservano pochi secondi cliccando con fede cieca su “Prosegui“); in particolare c’era molta attenzione sulla riservatezza dei dati degli utenti e, in generale, sulle implicazioni in materia di privacy.







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