Pacchetto sicurezza: Grande Fratello, Internet Edition!

Con la scusa di contrastare l’apologia di reato e l’istigazione a delinquere si stanno promulgando regole che danno piena libertà di censura su Internet al potere esecutivo.

Scritto da robyinno, il 21-05-2009
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Come installare Ubuntu Tweak e Moblock su Ubuntu 9.04 Jaunty

L'installazione di un software su Ubuntu e' molto semplice e immediata quando abbiamo a disposizione un file .deb ma l'installazione attraverso l'opzione Software Sources ci permette di mantenere il sistema costantemente aggiornato perche' tutte le patch e le novita' verranno automaticamente caricate. Questo tipo di installazione e' solo un poco piu' lunga (non oltre 5 minuti) perche' ha bisogno di alcuni passaggi manuali attraverso il Terminal quando andremo a caricare le chiavi PGP e a installare i programmi. Nel post che vi segnaliamo sono contenute tutte le informazioni necessarie per installare Ubuntu Tweak (al momento il programma piu' flessibile e semplice per personalizzare Ubuntu 9.04) e Moblock (il miglior software a difesa della tua privacy in internet)....

Annunciati i finalisti del Big Brother Awards Italia 2009

Ogni anno in occasione del convegno e-privacy vengono consegnati i Big Brother Award, i premi che vengono assegnati in tutto il mondo a chi piu’ ha danneggiato la privacy, oggi 4 Maggio 2009 sono stati annunciati ufficialmente i finalisti.

Scritto da Lobotomia, il 04-05-2009
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e-privacy 2009: 22 e 23 Maggio a Firenze

Si terrà il 22 ed il 23 maggio a Firenze, presso Palazzo Vecchio, nella Sala Incontri, l'e-privacy 2009 "Verso il Controllo Totale".

[PRIVACY] CLOUD COMPUTING E GOOGLE: “MAGHELLA” DEL MOTORE DI RICERCA PER ARGINARE I PROBLEMI.

I nostri dati se affidati a terzi possono essere visualizzati da tutti; ecco come Google argina il problema. Uno dei piu’ grandi problemi del cloud compting e’ che i nostri dati personali possono esser visualizzati dal cyber-mondo o ancora meglio, accettando l’ accordo di licenza, in genere non abbiamo piu’ il controllo su essi. Un esempio? Mi iscrivo a Facebook ed il mio nome, cognome, indirizzo, interessi e chi piu’ ne ha piu’ ne metta verranno “scaraventati in rete” ed indicizzati dai motori senza che noi possiamo averne piu’ il controllo. Pare che i tecnici di google si siano finalmente accorti del problema (se ne parla da molto, anche nel nostro forum) ed abbiano pensato di aggirarlo con un nuovo servizio chiamato Google Me. Cerchiamo di capire perche' il motore di ricerca piu' impiccione del pianeta abbia sentito l' esigenza di creare questa funzione: Cercando con Google stesso le keyword - no "cloud computing" - riceviamo piu' di 37.400.000 risultati. Ora entriamo piu' nel dettaglio: [...continua...]

Scritto da William J., il 27-04-2009
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La Privacy e il Web 2.0

I social network hanno cambiato il nostro modo di rapportarci agli altri e anche a noi stessi. Nella vetrina del web, quindi virtuale, mettiamo pezzi delle nostra vita in mostra da far vedere agli altri forse nel suo aspetto più bello, ma in realtà rimangono pur sempre parti di noi stessi esposti nello spazio virtuale di Internet. Francesco Pizzetti, partecipando qualche settimana fa a Roma ad una tavola rotonda, ha dichiarato che corriamo il rischio di essere la prima generazione destinata a portarsi dietro tutto il nostro passato, perchè i dati personali che vengono immessi su Internet e in particolare sui social network sono destinati a rimanere incancellabili, e addirittura arrivando a configurare un pericolo facebook.

privacy01oi5"Estendendo l'uso della rete e dei social network come Facebaook, attraverso i quali la gente mette sul web informazioni sui propri comportamenti - ha detto Pizzetti - cresce sempre più il rischio che utilizzando un semplice motore di ricerca in qualunque momento chiunque possa venire a conoscere queste informazioni".

Le nostre vite sono sempre più immesse nella rete e chiunque, in qualunque momento, può utilizzare i motori di ricerca per rintracciare le nostre informazioni personali. Queste ultime restano sparse nel Web e sono sempre accessibili, sfuggendo a volte al nostro controllo. Le nostre vitae diventano sempre più parte integrante della rete. Ma è veramente così? Siamo così talmente coinvolti da aver creato anche una forma virtuale di quella che è la nostra vita reale? E voi cosa ne pensate?


FACEBOOK, LA CIA E LA SOCIETA’ DEI “MAGNACCIONI”

Da tempo in rete gira voce (piu’ che fondata) che la CIA, i servizi di sondaggio commerciale ed un po’ tutti i servizi segreti ci spiano. Le prove ci sono, ed anche piuttosto evidenti. Per quanto riguarda la CIA e' scritto in chiaro all' interno dello stesso FaceBook, ed uno dei suoi finanziatori (27,5 milioni di dollari) e' proprio la "Greylock Venture Capital". Fra i suoi dirigenti figura Howard Cox, anche lui ex capo della NVCA ed è anche fra i dirigenti della In-Q-Tel, che credeteci o no è la società no-profit di Venture Capital della CIA. Vediamo chi sono gli altri Boss del "FacciaLibro", e buttiamo anche uno sguardo sulla loro ammissione di collaborazione con la CIA: "In-Q-Tel identifies and partners with companies developing cutting-edge technologies to help deliver these solutions to the Central Intelligence Agency and the broader U.S. Intelligence Community (IC) to further their missions". -[...Leggi tutto l' articolo...]- Buona continuazione. WebDataBank

Scritto da WebDataBank, il 30-03-2009
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Chi amministra gli amministratori di sistema ?

Fra qualche tempo sarà obbligatorio un qualche tipo di registro di quello che gli amministratori di sistema fanno sui computer. Non lo dico io, ma la Gazzetta Ufficiale. la cosa mi perplime un attimo, perche mi fà pensare che IO dovro’ mettere in piedi un sistema che mi monitorizzi…

P2P:"nuova" intercettazione?

Il prossimo futuro non promette niente di buono per i pirati del peer2peer. A cura di Davide Mancini, responsabile Computer Forensic del GAT della GdF

Attenzione è reato creare un “account” di posta elettronica con falsa identità

La Corte di Cassazione penale ha statuito che attivare un account di posta elettronica spacciandosi per un’altra persona, integra il reato di sostituzione di persona poiché tale condotta induce in errore il gestore del sito e, soprattutto, gli utenti della rete che erroneamente scambierebbero e-mail con una persona che in realtà corrisponde a persona diversa, il tutto al fine di arrecare danno al soggetto le cui generalità sono state abusivamente spese.

Scritto da Lorenzo Bolognini, il 10-02-2009
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