Installazione minimale di Ubuntu con debootstrap

Vi sarà capitato tante volte di voler installare un sistema minimale per poi personalizzare la vostra installazione solamente con i pacchetti che desiderate. Con debootstrap è possibile installare un sistema minimale debian/ubuntu.

Scritto da coccovax, il 13-07-2011
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Ultimi aggiornamenti di sicurezza per Ubuntu 10.10 Maverick Meerkat

ubuntu_10.10_cd.jpg Ultimo bollettino di sicurezza rilasciato da Canonical per la versione Ubuntu 10.10 Maverick Meerkat. In questo caso l'aggiornamento è abbastanza piccolo, appena 800 kb e riguarda principalmente java runtimes. Per chi vuole evitarsi il disturbo della solita finestrella avvisando la disponibilità dell'aggiornamento importante e di quelli raccomandati ecco come installare automaticamente Ubuntu Security Updates

Gimmix player musicale scritto in C usando GTK +2, molto semplice, intuitivo e facile da usare.

Gimmix 0.5.0a.png Gimmix è un player musicale scritto in C usando GTK +2. E 'molto semplice e facile da usare, offre molte caratteristiche che renderanno il vostro ascolto dela musica piacevole. Le ultime novita riportate dal sito ufficiale: Alois Halel has provided a French translation for Gimmix. Also, Vincent Legout (Gimmix maintainer on Debian) also provided a patch to make gimmix link against x11 (It earlier caused a build failure with binutils-gold). Thanks Alois and Vincent, your contributions are highly appreciated :) And ofcourse, you can download the new version of Gimmix from here

Scritto da Hugo, il 12-03-2011
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Ubuntu 11.10 Oneiric Ocelot: è’ stato annunciato il nome della futura versione di Ubuntu, prevista per l’ottobre del 2011.

ubuntu-11.10-oneiric-ocelot.png Come da tradizione, con l’avvicinarsi del rilascio dell’attuale versione di sviluppo della distribuzione, Mark Shuttleworth ha annunciato il codename della prossima creatura di Canonical, Ubuntu 11.10: dovendo utilizzare la lettera “o” come iniziale e avendo scartato candidati come “orange okapi” o “osculant orangutan”, la scelta è ricaduta su Oneiric Ocelot. L’aggettivo richiama il concetto di sogno e, a detta di Shuttleworth, questo dovrebbe ricordare anche gli ingredienti stessi dell’innovazione: sogno e volontà di realizzarlo. Tra gli obiettivi già dichiarati di Ubuntu 11.10 Oneiric Ocelot figurano il completamento del nuovo desktop basato su Unity e della sua controparte 2D basata sulle librerie Qt; come anticipato, proprio questo framework riceverà maggiore attenzione durante il ciclo di sviluppo della prossima versione di Ubuntu.

FIL Plugins (Fiml Imitation Lab) è uno script potente per simulare vecchie foto.

fil_1.7_logo_0.jpg FIL ha una architettura modulare e può usare l'estensione binari (plugin). Versione corrente: v1.7.1 (18 novembre 2010). Caratteristiche: * Old color simulation by using prepaered color processes colore simulazione Old tramite colori prepaered processi * Film grain Film del grano * Vignette di simulazione * Difetto lenti simulazione * Opzione indicazione *n Lotto di esecuzione dello script * estensioni di file binari (plugin) di sostegno all'integrazione. Plugins: # Script Lomo da Elsamuko # Vintage Look script by mm1 Vintage Look script da MM1 # Photochrom script by Elsamuko Fotocromatiche script Elsamuko # Highpass Sharpening script by drschwalbenmann Highpass affilatura script drschwalbenmann

Scritto da Hugo, il 06-03-2011
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MMA Musical Midi Acompaniment, interfaccia hardware che consente il collegamento fisico tra vari strumenti.

mma_logo.png Il MIDI è, da una parte, un linguaggio informatico, ossia una serie di specifiche che danno vita al protocollo; dall'altra, un'interfaccia hardware che consente il collegamento fisico tra vari strumenti. Entrambi questi aspetti sarebbero probabilmente sostituibili da sistemi più performanti, nonostante ciò, il MIDI, nato negli anni ottanta, è rimasto pressoché inalterato ed è intensamente utilizzato nella produzione di musica digitale. I motivi risiedono probabilmente nel ruolo di standard, pressoché incontrastato, che il MIDI ha assunto nell'ambito musicale, e nella cura riposta dai progettisti nella stesura delle prime specifiche. Di fatto, il MIDI ha peculiarità interessanti su più fronti: * La qualità e la praticità del sistema. L'integrazione tra eventi Audio ed eventi MIDI ha dimostrato di essere una mossa vincente, confermando l'importanza di questo standard nella realizzazione di musica digitale. * La leggerezza dei file MID (in termini di kB). Tramite Internet ed i software multimediali, il MIDI diventa un media di uso comune non più appannaggio esclusivo dei musicisti. * La diffusione di basi di livello qualitativo sempre maggiore. Fatto che ha permesso a molti musicisti di svolgere con facilità e qualità il proprio lavoro. * Il costo. Molti produttori hardware e software puntano sulla multimedialità dei propri prodotti. Con un investimento minimo, o ricorrendo a programmi freeware, è possibile per ognuno disporre di un computer in grado di realizzare produzioni musicali di buon livello. Cenni storici Il protocollo MIDI nacque all'inizio degli anni ottanta. Il prototipo per il MIDI venne presentato da due progettisti della Sequential Circuit (SCi), Dave Smith e Chet Wood, che nel 1981 proposero le prime specifiche del MIDI in un documento pubblicato sotto il nome di "The complete SCI MIDI". Il MIDI nacque come risposta all'esigenza di far comunicare diversi strumenti musicali elettronici tra loro, tenendo conto delle diverse caratteristiche di ognuno di essi. Diversi costruttori, ad esempio Oberheim e Roland, offrivano già sui propri strumenti alcuni sistemi di interfacciamento. Queste interfacce però, basate su algoritmi proprietari, garantivano il proprio funzionamento solo su strumenti dello stesso costruttore, il protocollo di Smith e Wood si presentava invece come un sistema in grado di superare questo limite. Per garantire la piena compatibilità tra i vari strumenti, al di là della casa produttrice, ogni costruttore fu invitato a partecipare alla stesura definitiva delle prime specifiche MIDI. SCI, Roland, Yamaha e Kawai furono i primi produttori di strumenti digitali ad aderire alla definizione e alla diffusione del MIDI. Il progetto terminato, comunque, apparve solo due anni dopo: nell'agosto del 1983 le specifiche MIDI furono presentate al pubblico alla fiera del National Association of Music Merchants - NAMM, tenutasi a Los Angeles. L'immediata popolarità dello standard creò divisioni all'interno del comitato fondatore: i produttori americani si unirono nella MMA (MIDI Manufactures Association) mentre quelli giapponesi fondarono la JMA (Japan MIDI Association). Benché lavorassero su un terreno comune, i due consorzi svilupparono delle caratteristiche non sempre pienamente compatibili tra loro. Queste divergenze furono risolte nel 1985, quando la IMA (International MIDI Association) pubblicò la versione 1.0 delle specifiche MIDI, istituendo di fatto lo standard del protocollo. I costruttori che supportano il protocollo MIDI sono perciò riuniti in due associazioni: MMA (costruttori Americani ed Europei) e JMSC (costruttori Giapponesi). Le modifiche da apportare allo standard MIDI vengono discusse ed approvate da queste due associazioni. La diffusione delle specifiche MIDI spetta all'IMA (International Midi Association). Il primo synth dotato di interfaccia MIDI fu presentato nel 1983: si trattava del PROPHET 600 della SCI.

Open Sound System (OSS) interfaccia portabile per i driver delle schede audio. Le novità dell'ultima versione.

Open Sound System (OSS).gif L'Open Sound System (OSS) è un'interfaccia portabile disponibile in undici diversi sistemi Unix. Venne creato nel 1992 dal finlandese Hannu Savolainen. In seguito al successo del progetto, Savolainen creò la compagnia 4Front Technologies e rese proprietari i suoi miglioramenti, cosa che potrebbe aver contribuito indirettamente alla creazione di ALSA. Il pacchetto proprietario, sviluppato dalla 4Front, è disponibile all'indirizzo .... In ogni modo, i sistemi liberi GNU/Linux e *BSD includono le proprie implementazioni libere. Limitazioni dell'OSS L'API dell'OSS fu progettata al tempo in cui le schede audio erano molto più limitate rispetto ad oggi. Ciò risultò in una mancanza del supporto API per diverse funzioni come: * Supporto hardware per MIDI (solitamente implementata da wavetable synthesis) * Hardware mixing of multiple audio channels * operazione Full duplex Alcune di queste funzioni sono state implementate in seguito nei driver OSS, ma la mancanza di architettura unificata rende l'implementazione di queste funzioni meno elegante. Queste limitazioni, in particolare per Linux, hanno ispirato il lavoro originale che più tardi diventò il progetto ALSA. OSS in relazione con ALSA Nel caso del kernel Linux, OSS fu l'unico sistema sonoro supportato fino alla serie 2.4.x. A partire dalla versione 2.5 venne introdotto, ALSA, l'Advanced Linux Sound Architecture, e l'interfaccia OSS diventò deprecated dagli autori di Linux. ALSA contiene una modalità opzionale di emulazione dell'OSS che è riconosciuta dai programmi come se fosse OSS ALSA è l'interfaccia raccomandata per il software che lavorerà esclusivamente su Linux. Tuttavia, i programmi che devono essere portabili su altri sistemi UNIX (come i vari *BSD), utilizzano tipicamente OSS, oppure supportano entrambi i sistemi.

Introduzione a Debian GNU/Linux 6.0 la nuova distro rilasciata dopo una lunga fase di sviluppo.

debian_logo.jpg Dopo una lunga fase di sviluppo, durata ben 24 mesi, gli sviluppatori della storica distribuzione GNU/Linux Debian hanno finalmente annunciato il rilascio finale della nuova major release 6.0, nome in codice Squeeze. Così come è possibile leggere sulle note di rilascio tradotte in italiano, Debian 6.0 include il desktop e le applicazioni KDE (4.4.5) Plasma, gli ambienti desktop GNOME (2.30), Xfce (4.6) e LXDE (0.5.0) oltre ad ogni sorta di applicazione server. È inoltre garantita la compatibilità con FHS v2.3 e il software sviluppato per la versione 3.2 delle specifiche LSB. Debian 6.0 “Squeeze” introduce in anteprima due nuovi port del kernel del progetto FreeBSD sul sistema Debian/GNU: Debian GNU/kFreeBSD per i PC a 32-bit (kfreebsd-i386) e a 64-bit (kfreebsd-amd64). Questi port sono in assoluto i primi inclusi in un rilascio di Debian a non essere basati sul kernel Linux. Il supporto ai comuni programmi server è solido e unisce le funzionalità esistenti delle versioni di Debian basate su Linux con le peculiarità del mondo BSD. Tuttavia, per questo rilascio i due nuovi port sono limitati; ad esempio, alcune funzionalità avanzate per il desktop non sono ancora supportate

Aggiornamenti di sicurezza importanti in Ubuntu 10.10 "Maverick Meerkat" per Jabber XMMP.

XMPP_Logo.svg.png Jabber è un insieme di protocolli e tecnologie che permette a due entità in Internet di scambiarsi messaggi e altre informazioni in tempo reale. L'applicazione più conosciuta di Jabber è quella di una rete di instant messaging con funzionalità simili a quelle di sistemi come AIM, ICQ, MSN e Yahoo. I client disponibili Esistono numerosi client sia liberi che proprietari per connettersi a reti utilizzanti il protocollo Jabber. Presentiamo un piccolo elenco di client liberi rilasciati sotto licenza GPL per le piattaforme GNU/Linux, BSD, Windows, MacOS X. La maggior parte dei programmi presentati offre la possibilità di collegarsi a più protocolli, come ad esempio Yahoo, AIM, ICQ, MSN ed offre numerose opzioni per ciascuno. Per una descrizione più approfondita è opportuno consultare questa tabella ed i siti dei singoli progetti. GNU/Linux, BSD * Gajim * Gaim * Psi * Kopete * Tkabber

Gestione dei server facile e veloce con TurnKey Linux

turnkey-graphical-boot-menu.png Quanto tempo occorre per installare e configurare una macchina LAMP (Linux, Apache, MySQL e PHP)? E per attivare una piattaforma Joomla!? O per mettere su un server di posta? Il sogno di ogni sistemista è di poter, se non azzerare, almeno di ridurre al minimo i tempi di installazione, configurazione, gestione delle dipendenze, ecc. di un ambiente applicativo. Avere delle macchine già pronte all'uso o un meccanismo che eviti di ripetere tutte le volte il solito iter sarebbe la soluzione ideale. In questo caso il progetto TurnKey Linux può dare una mano. Questo obiettivo viene raggiunto utilizzando tre approcci: 1. Le tecnologie di virtualizzazione La comunità ha già realizzato numerose Virtual Appliance pronte all'uso per diversi ambiti applicativi. Una Virtual Appliance è una macchina virtuale con l'ambiente applicativo già installato e configurato. TurnKey mette a disposizione macchine virtuali sia per la piattaforma VMware che per altre piattaforme di virtualizzazione che supportano lo standard OVF. 2. Immagini ISO Per ciascun ambiente applicativo è prevista una distribuzione come immagine ISO avviabile. L'ambiente può essere direttamente utilizzabile da un supporto ottico (in pratica un live CD/DVD) oppure è possibile installarlo su una macchina senza ammattire con pacchetti e dipendenze. 3. Cloud computing La comunità ha anche sviluppato delle immagini AMI (Amazon Machine Image) da attivare sulla piattaforma di cloud computing EC2 di Amazon. E' allo studio la possibilità di creare immagini direttamente ospitabili anche presso le infrastrutture cloud di altri fornitori. Indipendentemente dall'approccio, la macchina risultante è molto comoda da gestire. E' infatti previsto, oltre all'accesso alla shell in locale e in remoto via SSH, l'amministrazione tramite un comune browser, sia interagendo con l'interfaccia Web di Webmin sia utilizzando l'interfaccia Shell in a box che emula la shell di Linux. Tutte le soluzioni di TurnKey Linux sono basate su Ubuntu, di cui la comunità sposa lo spirito collaborativo.







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