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Magenta - eseguire le applicazioni iOS su Linux
Magenta è un'implementazione del sistema operativo Darwin/BSD, situato sulla parte superiore del kernel Linux. È fatto da un numero di componenti del kernel e dello userspace che lavorano insieme. Il codice binario è pienamente compatibile con il iPhone OS 5.0, utilizzando lo stesso formato binario.
Il declino della GPL
Indovinate quale licenza open source è più popolare rispetto al MIT, Artistico, BSD, Apache, MPL e EPL messi insieme? Sorpresa: è la GPL. È vero, l'uso sembra essere in declino. Dal mese di agosto del 2009, il GPL è giù circa dell'8%, secondo i dati di Black Duck. Durante questo stesso arco, l'utilizzo di licenze permissive è attiva: MIT dell'8%, Apache 2% e 1% BSD. Mentre gli sviluppatori cha hanno fatto di non-licenze copyleft sono aumentati, è un problema?
BSD non conta più, parola del creatore di systemd e PulseAudio
Lennart Poettering, autore di software come Avahi, PulseAudio e più recentemente systemd, non è una persona interessata a evitare polemiche o conflitti: affiancandosi (involontariamente) ai sostenitori del progetto GNOME OS, il vulcanico sviluppatore ha decretato la morte dei sistemi BSD, scatenando le ire dei suoi sostenitori.
E se non esistesse Linux?
Più in generale: se non esistessero sistemi operativi rilasciati come Free Software, Open Source, snelli e versatili come Gnu\Linux, *BSD e figli/derivati? Valutare tutte le possibili implicazioni dell’assenza di questa fetta dell’informatica è pressoché impossibile, propongo una riflessione di esempio: come sarebbero, ad esempio, i device esterni? NAS, dischi esterni, modem, router, access point… e cosa avrebbe fatto Apple senza una base solida come BSD? (sappiamo tutti come nasce Darwin) [...]
Dragon Fly BSD 2.10.1
Matthew Dillon ha annunciato il rilascio di DragonFly BSD 2.10.1, un sistema operativo BSD nato dalla versione FreeBSD 4.8 una delle versione che ha offerto le migliori prestazione e carattestiche più complete. La release 2.10.1 DragonFly BSD è ora disponibile.
Rootkit Hunter per Linux e FreeBSD
Linux e' piu' sicuro in materia di virus e malware in generale ma non immune. Anche Linux e FreeBSD possono essere infettati dai temutissimi rootkit, per questo motivo un software come Rootkit Hunter puo' essere prezioso per la salvaguardia del computer e conseguentemente della privacy. L'installazione risulta di non particolare difficolta' e l'utilizzo del software e' sufficientemente intuitivo. Da non dimenticare: in caso di rilevamento di rootkit e' sempre consigliabile fare un salvataggio dei file che interessa salvare e procedere a una nuova installazione di Linux.
Rilasciata NetBSD 5.1. Funziona su una vasta gamma di piattaforme hardware ed è molto portabile.
NetBSD è un sistema operativo Unix-like derivato da BSD UNIX altamente portabile, gratuito, disponibile per molte piattaforme, dai server alpha a 64 bit fino ai dispositivi palmari. Il suo design pulito e le sue caratteristiche avanzate lo rendono idoneo a ambiti sia produttivi sia di ricerca. È completamente disponibile in forma sorgente ed ha una ricca dotazione di applicazioni.
La prima versione di NetBSD (0.8) risale all'agosto del 1993 e deriva dal sistema operativo 4.3BSD NET/2, una versione di Unix sviluppata all'Università della California di Berkeley BSD (Berkeley Software Distribution) e dal sistema 386BSD, il primo port per sistemi Intel 386. In seguito sono state integrate le modifiche provenienti dal sistema 4.4BSD Lite, l'ultima distribuzione ufficiale del gruppo di sviluppatori di Berkeley prima dello scioglimento. Il ramo BSD di Unix ha avuto una grande importanza nella storia di questo sistema operativo, al quale ha contribuito con svariate innovazioni che oggi fanno parte di tutti i sistemi Unix (l'editor vi, la C shell, il job control, il Berkeley fast file system, l'integrazione del TCP/IP, tanto per menzionarne alcune). Questa tradizione di sviluppo e di ricerca sopravvive oggi nei sistemi BSD (sia gratuiti sia commerciali) e, in particolare, in NetBSD.
Rilasciata OpenBSD 4.8 progetto particolarmente interessante per la sua sicurezza e per un sistema di crittografia integrato.
OpenBSD è un sistema operativo libero basato sulla variante BSD di Unix, considerato particolarmente interessante per la sua sicurezza e per possedere un sistema di crittografia integrato. È nato intorno al giugno 1996 ad opera di Theo de Raadt, già tra i primi sviluppatori di NetBSD e poi allontanatosi dal gruppo di lavoro dopo dissidi interni alla squadra.
Lo slogan di OpenBSD era, fino al 2002, "nessun buco di sicurezza in quasi 6 anni". Poi a causa di un exploit scoperto in OpenSSH, ovvero nel sistema di crittografia integrata su cui si basa OpenBSD, lo slogan è stato cambiato successivamente in: "un singolo buco di sicurezza remoto con l'installazione di default in oltre 8 anni", fino ad arrivare all'attuale "Solamente due buchi di sicurezza remoti con l'installazione di default in oltre 10 anni".
Al di là delle critiche che in molti hanno rivolto a quest'affermazione, sostenendo il fatto che l'installazione di default rende disponibili ben pochi servizi ed è quindi maggiormente sicuro anche per questo motivo, OpenBSD rimane una delle scelte più utilizzate nella realizzazione di sistemi di elevata sicurezza, come firewall (grazie al suo PF) e sistemi di controllo delle intrusioni, ma anche server.
Il sistema è complesso, anche l'installazione può sembrare difficile per un utente alle prime armi, ma è estremamente ben documentata. La gestione del sistema è affidata alla riga di comando, rendendo il sistema estremamente snello, per cui lo si può installare anche in PC molto vecchi. Ha ereditato i "port" di FreeBSD, consentendo la compilazione automatica dei sorgenti scaricati. È disponibile come per tutti i sistemi operativi Unix-Like l'ambiente grafico Xorg, che consente quindi di caricare i vari window manager esistenti (quali KDE, Gnome, Fluxbox, Xfce), tutti disponibili nei ports.
Il sistema è gratuito, ma sono gradite le donazioni volontarie, al fine di sostenere economicamente il suo sviluppo. La comunità sta sviluppando software alternativo rilasciato sotto licenza BSD per rendersi gradualmente indipendente dalla comunità della GPL.
Rilasciata la versione 2.8.2 di DragonFly BSD sistema operativo per macchine multiprocessori che deriva da FreeBSD 4.
Dragonfly BSD è un sistema operativo per macchine multiprocessori che deriva da FreeBSD 4, nato grazie all'idea di Matthew Dillon perché non era soddisfatto dal metodo con cui FreeBSD gestiva i sistemi multiprocessori, attraverso SMPng (derivato dal codice di BSD/OS 5). Ci sono attualmente quattro sistemi BSD open source e la loro differenza sta tutta nel target:
* FreeBSD: velocità ed affidabilità su i386,
* NetBSD: portabilità e qualità del codice,
* OpenBSD: sicurezza e crittografia,
* DragonFly BSD: prosegue il ramo 4.x di FreeBSD.
Il progetto DragonflyBSD è stato annunciato nel giugno 2003. La base di codice è stata presa dal rilascio 4.8 di FreeBSD, che ha offerto le prestazioni migliori e le caratteristiche più complete. Si è scelto di utilizzare un'architettura che tenesse conto della differente velocità di accesso alle memorie presenti in un sistema, quali cache e RAM (Random Access Memory), che è di fondamentale importanza nella realizzazione di sistemi multiprocessore. Questa architettura è denominata NUMA (Non Uniform Memory Access) e consente l'utilizzo di un sistema con un elevato numero di vie velocizzando il transito dei dati tra CPU e memoria. Dragonfly supporta processori della famiglia x86 ma il lavoro è anche indirizzato a supportare i nuovi processori a 64bit della AMD. La filosofia di Dragonfly è la suddivisione esplicita del lavoro tra i processori, ovvero significa che un processo non sarà mai trasferito su un'altra CPU permettendo quindi di utilizzare al meglio i dati contenuti nella cache e senza dover effettuare il lock. DragonflyBSD è sviluppato da molta gente in tutto il mondo. Non c'è processo di qualificazione; chiunque può presentare il suo codice, documentazione o disegni per uso nel progetto.
OpenBSD è un sistema operativo libero basato sulla variante BSD di Unix con un sistema di crittografia integrato.
OpenBSD è un sistema operativo libero basato sulla variante BSD di Unix, considerato particolarmente interessante per la sua sicurezza e per possedere un sistema di crittografia integrato. È nato intorno al giugno 1996 ad opera di Theo de Raadt, già tra i primi sviluppatori di NetBSD e poi allontanatosi dal gruppo di lavoro dopo dissidi interni alla squadra.
Lo slogan di OpenBSD era, fino al 2002, "nessun buco di sicurezza in quasi 6 anni". Poi a causa di un exploit scoperto in OpenSSH, ovvero nel sistema di crittografia integrata su cui si basa OpenBSD, lo slogan è stato cambiato successivamente in: "un singolo buco di sicurezza remoto con l'installazione di default in oltre 8 anni", fino ad arrivare all'attuale "Solamente due buchi di sicurezza remoti con l'installazione di default in oltre 10 anni".
Al di là delle critiche che in molti hanno rivolto a quest'affermazione, sostenendo il fatto che l'installazione di default rende disponibili ben pochi servizi ed è quindi maggiormente sicuro anche per questo motivo, OpenBSD rimane una delle scelte più utilizzate nella realizzazione di sistemi di elevata sicurezza, come firewall (grazie al suo PF) e sistemi di controllo delle intrusioni, ma anche server.
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