Colpirne 1 per educarne 100? (parte seconda)

Più o menu un anno fa, su queste pagine, avevo scritto un articolo riguardante il caso Megaupload e il rapporto piuttosto morboso della più grande lobbycrazia del mondo su tematiche come l’accesso e la liberazione della cultura e le nuove tecnologie in relazione alle tematiche del copyright e dei diritti digitali. Ad un anno di distanza, se possibile, le cose sembrano immutate, se non addirittura peggiorate. Lo scorso 11 gennaio, è stato trovato morto (suicida) nel suo appartamento newyorkese, all’età di 26 anni, Aaron Swartz, hacktivista e intellettuale statunitense.

Scritto da keepsimple.it, il 20-01-2013
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Cassazione: i blog sono liberi e non è affatto necessario registrarli!

Sono state depositate le motivazioni della sentenza della III Sezione penale della Corte di Cassazione che ha assolto – perché il fatto non sussiste (e quindi con la formula assolutoria più ampia) – il giornalista Carlo Ruta dall'accusa di aver commesso il reato previsto dall'art. 16 della legge sulla stampa per non aver registrato (come previsto dall'art. 5 della stessa legge sulla stampa) il suo blog ....

Un cartello sul prezzo dell’informazione online

La notizia diffusa in pieno periodo estivo rischia di passare inosservata mentre potrebbe cambiare radicalmente il volto della Rete. La Federazione Italiana Editori di Giornale (FIEG) ha messo a punto una speciale licenza per l’utilizzo di tutti i contenuti editi dai principali editori di giornali.

Scritto da , il 04-08-2012
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La rete contro il potere di informazione

Nelle scorse settimane è apparso su TorrenFreak un brillante articolo scritto da Rick Falkvinge, il fondatore del primo partito pirata europeo in Svezia. L’articolo analizza le attuali, inistenti, e sempre più violente, battaglie combattute per cercare di mettere sotto controllo Internet, non solo alla luce delle più apparenti e scontate questioni economiche ma, anche alla luce delle più sottointese e pericolose questioni di potere e di controllo dell’informazione. Ho tradotto l’articolo in modo da renderlo fruibile anche a chi non mastica molto bene l’inglese. Buona lettura e buona riflessione.

Quantità e qualità nell'età dell'informazione e delle telecomunicazioni

In tutte le società moderne, grazie alle rivoluzioni tecnologiche legate all’informatica e alle telecomunicazioni, la disponibilità e l’accessibilità alle informazioni è cresciuta esponenzialmente e, con essa, inevitabilmente anche il relativo rumore di fondo. Il tutto sommato ai tentativi censori camuffati da regolatori di quei soggetti che, soltanto fino a pochi anni fa, ne detenevano il monopolio esclusivo. Questa, che senza alcun dubbio è un’opportunità eccezionale e una vera e propria rivoluzione culturale e sociale, pone, però, la sfida di un cambio di paradigma nel modo di selezionare e fruire dell’informazione che, a seconda dell’esito, può portare ad una maggiore cultura, libertà e consapevolezza, piuttosto che verso un degrado e una mercificazione con relativa perdità di libertà e autonomia.

Scritto da keepsimple.it, il 29-04-2012
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Informazione online: attenzione al diritto alla storia!

I Giudici della Corte Suprema hanno, infatti, stabilito che l’editore online - o, comunque, il titolare del sito internet a contenuto informativo - è tenuto ad aggiornare – o almeno contestualizzare – tutte le notizie pubblicate che riguardino un determinato soggetto. Solo così, infatti, secondo i Magistrati la notizia risulterebbe “non violativa sia del diritto all’identità personale o morale del titolare, nella sua proiezione sociale del dato oggettivo di informazione e di trattamento, sia dello stesso diritto del cittadino utente a ricevere una completa e corretta informazione”.

Scritto da yuri, il 07-04-2012
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Informazione digitale batte informazione su carta? Sì, vediamo perché

L’avvento dei media digitali hanno cambiato il modello di business dell’informazione registrando il loro sorpasso nei confronti dei media tradizionali. Tale cambiamento riguarda principalmente la maniera con cui le notizie vengono prodotte e diffuse stravolgendo quello che è stato il panorama dell’informazione mondiale. Con Internet, e i media digitali in generale, si sono messi in luce tutti i limiti del giornalismo tradizionale e quindi tutte le vulnerabilità che erano rimaste nascoste in mancanza di una vera alternativa.

Il web fa bene o male all'informazione?

web.jpg Esiste un modello in cui possono convivere l'informazione professionale e quella creata dagli utenti? Ha ragione Murdoch a prendersela con Google? Su questi temi si interroga il mondo dei media. E all'argomento ha dedicato un suo numero speciale la rivista "Problemi dell'informazione". Queale direzione prenderà il mondo dei media? Verso l'informazione a pagamento anche on line, gestita da giornalisti professionisti? O verso una maggiore apertura ai contenuti prodotti dagli utenti? Il web fa bene alla notizia? Esiste un modello capace di far 'stare' sulla rete, con profitto per gli editori, i contenuti delle grandi testate, oppure il futuro è nell'informazione dispersa, creata dagli utenti sui blog, su Youtube, su Twitter?

Spiegare il web a chi vorrebbe diffondere il web, prima che alle persone comuni

Recentemente ho letto differenti punti di vista relativi al progetto denominato Codice Internet che si propone l’ambizioso obiettivo di favorire la divulgazione della rete delle reti in Italia. Al di là della bontà o dei pregi e difetti dell’iniziativa in sé, ho la sensazione che, prima ancora di procedere alla sensibilizzazione e alfabetizzazione di coloro che sono al di fuori del fenomeno internet, sarebbe forse il caso di favorire l’approfondimento della materia a tutti coloro che, presi dall’euforia del momento, vi si gettano a capofitto e, speso ne usano o abusano a volte anche a scopi “didattici” o “professionali”, se così possiamo definirli.







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