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IPv6 addrconf: prefix with wrong length 56
In un server ospitato su OVH dando un bel dmesg mi sono accorto di una lunga lista di questi messaggi: IPv6 addrconf: prefix with wrong length 56 IPv6 addrconf: prefix with wrong length 56
IPv6 e FRITZ!Box
L’internet come lo conosciamo oggi ha ben poco a che fare con l’internet di „ieri“. Il vecchio modem fischiante ha ormai ceduto il passo a router a banda larga e alla connettività mobile. L’utente 2.0 posta contenuti sui “social” con il suo laptop, tablet o smartphone. I moderni televisori, i set top box o le console di gioco possono accedere da tempo ad internet. A questi si aggiungono miliardi di apparecchi già collegati in reti machine to machine, tra cui autovetture di nuova generazione, automatici per bevande e snack, semafori, bancomat, distributori di benzina, per fare alcuni esempi, che necessitano di un proprio indirizzo IP. Non c’è da meravigliarsi quindi che il protocollo con cui sinora si è gestita l’assegnazione degli indirizzi di rete (per un massimo di 4,3 miliardi di indirizzi di rete unici assegnabili) sia giunto al limite. La necessaria migrazione ad IPv6 è stata già avviata e risulta, all’atto pratico, impercettibile per l’utente. L’impatto maggiore risiede indubbiamente presso le Telco ed i produttori di dispositivi di rete: Ipv6 non è retro compatibile e il suo impiego presuppone una completa rivisitazione delle strutture e delle tecniche di rete.
A differenza dell’attuale gestione degli indirizzi IP, con IPv6 qualunque apparecchio con connettività di rete potrà ricevere e conservare il proprio indirizzo IP univoco, con cui accederà ad Internet e sarà direttamente raggiungibile via Internet. Che si tratti di comunicazione automatizzata tra macchine o della realizzazione concreta della “casa intelligente”, non appena ogni dispositivo potrà disporre del proprio indirizzo IP potremo avvalerci di infiniti scenari di impiego. Alcuni operatori di rete e Internet Service Provider sono in grado di offrire servizi e linee a banda larga basati su IPv6, ma per poterne fruire, occorre un router ADSL che lo supporti. Per un’implementazione funzionale ed efficace del nuovo protocollo, occorre un contenuto di ingegneria e innovazione che non è presente, se non sui dispositivi più evoluti.
Proprio in virtù dello spirito pionieristico che la caratterizza, AVM ha introdotto già nel marzo 2009 il supporto nativo di IPv6 nelle proprie CPE, ne ha seguito i successivi sviluppi elevando tale supporto allo stato dell’arte odierno. Lo specialista per la comunicazione berlinese ha esperito per tempo tutte le opportunità del nuovo protocollo IPv6, fondamento ideale della “casa intelligente”, mettendole con largo anticipo a disposizione dei propri utenti. Per garantire una migrazione trasparente dal vecchio protocollo IPv4 ad IPv6, lo specialista delle comunicazioni berlinese ha integrato nei suoi dispositivi anche la funzionalità “DS-Lite” (ndr. più evoluto del noto Dual Stack), che consente di impiegare in parallelo entrambi i protocolli. Il lavoro svolto da AVM a supporto dell’adozione di IPv6 presso l’utenza consumer e professionale è stato ben accolto dai numerosi carrier sul territorio italiano attualmente impegnati con il roll-out di IPv6. Dopo accurati test funzionali, Telecom Italia ad esempio ha validato la compatibilità dei router FRITZ!Box con la propria infrastruttura di rete IPv6, come si legge nella sezione online dell’assistenza tecnica, ove l’operatore illustra come sia possibile sperimentare IPv6 su una linea Telecom Italia qualora l’utente disponga di un FRITZ!Box (per informazioni: http://assistenzatecnica.telecomitalia.it/at/portals/assistenzatecnica.portal?_nfpb=true&_pageLabel=InformazioniPage&radice=consumer_root&nodeId=/AT_REPOSITORY/376010)
Con la migrazione ad IPv6 comunque nessuno dovrà preoccuparsi che gli indirizzi IP disponibili si esauriscano rendendo velocemente obsoleti i dispositivi che oggi sono di nuova generazione. A fronte di una popolazione mondiale di circa sette miliardi di individui, i 340 sestilioni di indirizzi offerti da IPv6 dovrebbero essere sufficienti per una piccola eternità..
IPv6 Day 2012, comincia lo switch-off
Il nuovo appuntamento con il "giorno di IPv6" coincide con l'abilitazione permanente del nuovo protocollo di rete da parte di protagonisti di primo piano dell'industria tecnologica e telematica
Oggi è l'IPv6 Day 2012: ora si fa sul serio!
Potrebbe sembrare il classico slogan ma “Ora si fa sul serio” questa volta è molto più che una promessa. Da anni, anni e ancora tanti anni si parla di IPv6. Troppi anni. Ironicamente verrebbe quasi da dire che IPv6 sia un’invenzione italiana, se così si può definire. In questi anni molte sono state le azioni mediatiche per cercare di promuovere IPv6 che di per sé avrebbe ben pochi motivi per essere promosso, dal momento in cui è una necessità oggettiva e non un optional implementabile a scelta di qualcuno. In ogni caso si può dire che per raggruppare questi sforzi, e per darne enfasi, si ha pensato di istituire l’IPv6 Day, la “festa” che si celebra proprio oggi.
IPv6: migrazione combattuta
Immaginate che, contro ogni previsione, la popolazione mondiale si centuplichi in un lasso di tempo estremamente breve. Senza considerare le gravi conseguenze di una tale evenienza a livello infrastrutturale, ci troveremmo ad affrontare enormi problemi nell’erogazione dei servizi di comunicazione più comuni. Immaginiamo le code interminabili presso gli uffici postali e gli infiniti ritardi nella consegna della corrispondenza. Nella vita reale si aprirebbero nuovi uffici postali, si assumerebbe personale aggiuntivo. Proprio questo non è possibile con gli indirizzi IPv4: semplicemente non ci sono più risorse disponibili. La crescita esponenziale di contenuti, dati e strumenti di lavoro fruibili esclusivamente attraverso Internet (dal semplice accesso remoto al disco fisso in rete allo “home banking” ai “repository on-line" alla telefonia VoIP o i social media), come la massiccia proliferazione di pc portatili, telefoni cellulari, tablets, addirittura elettrodomestici in grado di accedere ad internet, ha portato ad un esaurimento degli indirizzi IPv4 disponibili, tanto rapido quanto inaspettato quando nel 1981 fu introdotto il protocollo IPv4, o più tardi nel 1998, quando IPv6 vide la luce.
Soffermandoci sulla nota similitudine "Internet / autostrada", la mancanza di risorse avrebbe indubbie conseguenze sullo sviluppo della rete autostradale: la carenza di fondi non consentirebbe la costruzione di nuove corsie. Con una popolazione centuplicata il traffico autostradale si trasformerebbe in un ingorgo perenne. A lungo termine neanche eventuali deviazioni, atte a meglio distribuire il traffico, concorrerebbero concretamente alla soluzione del problema. Trasferendo queste immagini alle "autostrade dell'informazione", non sarà possibile pubblicare nuovi servizi Web o replicare piattaforme esistenti per smistare il traffico, perché non ci sono indirizzi IPv4 disponibili per i server web. Il tentativo di una redistribuzione di indirizzi IP con NAT e sottoreti potrebbe inizialmente rappresentare una soluzione, come la deviazione stradale, ma paralizzerebbe a lungo termine il traffico, perché nell'era del Web 2.0 Internet è diventato un bene di consumo e ognuno di noi impiega almeno uno se non più dispositivi che accedono ai servizi erogati attraverso il web.
Con IPv6, ogni dispositivo che vuole comunicare con Internet avrà un proprio indirizzo IP: un contributo notevole alla realizzazione della visione della “Internet House” (Cisco, ancora nel 2000), un progetto di automazione domestica decisamente rivoluzionario per quei tempi e oggi più fruibile che mai. Basti pensare alla grande varietà di dispositivi “Smart”, dai cellulari ai televisori, dagli elettrodomestici (frigoriferi, lavatrici e forni) che comunicano con gli utenti, a termostati, persiane, illuminazione e impianti d’allarme già oggi gestibili da remoto. Questo trend è in pieno sviluppo! L'IFA di quest'anno ha visto numerose aziende proporre soluzioni di automazione domestica davvero interessanti. Quello che allora era “il futuro” è più tangibile di quanto si pensi con IPv6, ma la domotica ne incarna solo uno dei vantaggi: anche l’impiego di servizi di cui già ci avvaliamo, tra cui P2P, VPN, VoIP, o l’accesso remoto ai propri dati risulterà semplificato grazie all’assegnazione di indirizzi dedicati direttamente raggiungibili dall’esterno. Colonna portante di una tale integrazione di Internet nella vita quotidiana per lo scambio di "contenuti generati dagli utenti" è l'idea di base di IPv6 che tutti gli indirizzi IP debbano essere pubblici, cioè statici e direttamente accessibili dall'esterno, senza dover utilizzare i servizi di DNS dinamico, così come li conosciamo oggi. Una sfida per gli operatori per le implicazioni in termini di tracciabilità degli accessi. “Un aspetto che richiede una valutazione molto attenta, poiché, in combinazione con le più efficienti tecniche di transizione al nuovo protocollo, risulta di complessa realizzazione”, commenta Giovanni Cristi, Project Manager di AVM in Italia ed esperto di IPv6.
Sebbene la maggior parte dei produttori di hardware e software come le maggiori e/o più innovative società di telecomunicazioni a livello europeo abbiano già introdotto o stiano lavorando su IPv6 e nonostante da tempo aziende e opinion leader sottolineino la necessità di migrare, l’argomento IPv6 viene valutato seriamente solo da poco: è un dato di fatto che gli indirizzi IPv4 saranno completamente esauriti in tutta Europa dal prossimo luglio e che già oggi numerosi Provider devono fare i conti con la carenza di indirizzi.
Una precoce identificazione delle problematiche cagionate da una tardiva integrazione di IPv6 ha portato AVM ad annunciare il primo router DSL compatibile con IPv6 già all’inizio del 2009. AVM credeva allora e crede oggi fortemente che IPv6 sia ineludibile e lavora a stretto contatto con le Task Force IPv6 in vari Paesi, per dare il proprio contributo attivo alla progettazione e realizzazione di infrastrutture che facilitino la transizione. Questo approccio ha valso all'azienda una leadership senza pari nell’applicazione pratica di IPv6 sul mercato delle CPE. Da oltre un anno più di 7000 dispositivi AVM vengono impiegati con il solo protocollo IPv6 presso uno dei più grandi Provider olandesi, per la gioia degli utenti che hanno accettato l'anno di prova e usufruiscono già oggi delle opportunità offerte da IPv6. "Abbiamo superato da tempo la fase sperimentale, l'esperienza pratica raccolta con XS4ALL si traduce in vantaggi tangibili di cui tutti i nostri clienti possono avvalersi attraverso gli aggiornamenti gratuiti del nostro firmware. IPv6, come integrato nei dispositivi AVM, è stabile ed apre un universo di nuove possibilità per l'utente, che può configurare un’infrastruttura di rete IPv6 a casa o in ufficio in modo assolutamente trasparente e senza alcuno sforzo" conferma Cristi.
Un'altra idea di base di IPv6, è che la migrazione debba aver luogo senza ”Big Bang”, evitando inconvenienti quali il brusco "spegnimento" di Internet per gli utenti IPv4. Per questo motivo i CPE che oggi integrano IPv6 offrono anche il "Dual Stack" o il tunneling per consentire a dispositivi IPv4 di accedere a reti IPv6 (pagine web, contenuti, strumenti) e viceversa. Questi strumenti però sono da intendersi come supporto temporaneo alla migrazione: “con i nostri partner stiamo vagliando attentamente i benefici delle possibili soluzioni per una transizione a IPv6 senza soluzione di continuità, con un impatto quanto più contenuto possibile sull'erogazione dei servizi e sui sistemi” aggiunge Cristi. Sebbene a livello teorico non vi siano ragioni per eventuali ritardi nell’adozione del protocollo, a livello pratico è fuor di dubbio che il passaggio al nuovo protocollo richieda copiosi investimenti in architetture e formazione da parte dei provider.
“Anche se, all’atto pratico, non prevediamo un avvio della transizione ad IPv6 sul territorio nazionale prima del prossimo anno, e pur considerando che saranno necessari anni prima di una totale migrazione ad IPv6 di tutti i servizi e le piattaforme web al mondo, possiamo aspettarci sin da oggi che qualsiasi fornitore di servizi web innovativi impiegherà il protocollo IPv6 e che in futuro sempre meno organizzazioni, produttori, fornitori, investiranno risorse in vecchie tecnologie (quale è ormai IPv4)" conclude Cristi. Perché dovremmo farlo noi "utenti finali"?
Linuxaria IPv6 Ready !
OK, ho 1 giorno in ritardo, ma ora anche ... è pronto per l’IPv6 . 1 giorno in ritardo per cosa? Ieri è stata la giornata mondiale dell’IPv6 , ma sono sicuro che lo avete notato, ho visto un sacco di notizie su questo evento in molti siti tecnici dedicati alle notizie. Ora linuxaria.com è ospitato su una VPS da Linode e devo dire che il setup è stato “abbastanza” facile, ho avuto più problemi provenienti da nginx, soprattutto per la mia mancanza di conoscenza di IPv6 e di questo server web.
IPv6, il giorno della consapevolezza
Oggi è la data fissata per il test della Internet mondiale al passaggio dallo "storico" protocollo IPv4 al più moderno IPv6. Ci si attendono problemi e una maggiore consapevolezza dei piccoli sulla necessità dell'upgrade
AVM partecipa al World IPv6 Day
World IPv6 Day: prima prova globale di IPv6, il nuovo standard di Internet
L‘8 giugno molti siti, tra cui Google, Yahoo o Facebook presenteranno i propri contenuti sul web per 24 ore anche attraverso IPv6, il nuovo protocollo standard di Internet. Con questa azione, l’organizzazione Internet Society (www.isoc.org), che ha indetto la giornata mondiale di IPv6, intende motivare aziende ed organizzazioni a prepararsi al passaggio al nuovo standard IPv6. Anche AVM partecipa attivamente all’azione, rendendo il proprio sito www.avm.de accessibile anche via IPv6. Peraltro, i prodotti dello specialista berlinese della comunicazione supportano già da molto tempo IPv6.
Oltre 7000 clienti impiegano IPv6 con successo da più di un anno
Da oltre un anno l’operatore internet olandese XS4ALL offre connettività IPv6 in combinazione con i dispositivi FRITZ!Box. Con oltre 7.000 clienti, che hanno aderito all’impiego del nuovo protocollo internet, XS4ALL è il più grande provider europeo di connettività IPv6 per privati. “XS4ALL punta da sempre all’innovazione e ha avviato per tempo la migrazione a IPv6“, commenta Niels Huijbregts, portavoce di XS4ALL. „Siamo lieti di aver trovato in AVM un partner in grado di supportare con hardware allo stato dell’arte e un’eccezionale competenza i nostri piani per l’implementazione di IPv6. Ora sappiamo che i nostri clienti sono ottimamente preparati al futuro di internet”. Gli utenti possono avvalersi della nota intuitività e di tutte le funzioni di sicurezza anche con IPv6 dei FRITZ!Box: il FRITZ!Box offre servizi di firewall anche con il nuovo protocollo internet.
IPv6 con FRITZ!Box – anche con DS-Lite e „Dual Stack“
La transizione da IPv4 a IPv6 si fa sempre più urgente: mentre gli ultimi blocchi di indirizzi IPv4 liberi sono stati già assegnati a febbraio di quest’anno, con il nuovo IPv6 potremo avvalerci di un quantitativo infinito di indirizzi (ca. 340 sestilioni). AVM ha già maturato una solida esperienza con IPv6; i FRITZ!Box supportano già dal 2009 il nuovo protocollo internet. “Attraverso gli aggiornamenti gratuiti del firmware gli utenti dei FRITZ!Box beneficiano delle nuove tecnologie anche a posteriori dell’acquisto. Ora anche i modelli di FRITZ!Box come il 7270 supportano il nuovo protocollo internet IPv6“, dichiara Jan Schöllhammer, specialista IPv6 di AVM. Il FRITZ!Box garantisce una migrazione senza intoppi grazie all’impiego parallelo di IPv6 e IPv4 (dual stack) sia in rete (WLAN/LAN) sia per la connettività internet. I dispositivi supportano altresì il nuovo standard DS-Lite, che consente di connettersi ad indirizzi IPv4 anche attraverso reti esclusivamente IPv6. In questo modo è possibile ad esempio raggiungere attraverso la rete domestica anche siti IPv4, sebbene il router acceda ad internet via IPv6. Con gli ultimi firmware non è necessario effettuare alcuna configurazione aggiuntiva per impiegare IPv6.
Nuove opportunità d’impiego per la rete domestica con IPv6
Con l’impiego di IPv6 i clienti di AVM si avvalgono dei vantaggi del nuovo protocollo. I clienti degli operatori che offrono connettività IPv6 non ricevono dal provider un singolo indirizzo IP per l’intera rete bensì un’intera sottorete con più indirizzi IP pubblici, garantendo un maggior comfort per i servizi di rete esistenti, quali P2P, VPN o le videoconferenze, e incrementando la fruibilità di applicazioni „smart grid“.
Per ulteriori informazioni sull’intera gamma di prodotti FRITZ! di AVM La invitiamo a consultare www.fritzbox.eu/it o ad unirsi a noi su Facebook: www.facebook.com/FRITZBox.it
A Pisa il protocollo IPv6 è visto veramente da vicino
A Pisa è stato trattato il tema del nuovo Protocollo IPv6 di trasporto dati per Internet, che sostituirà l'attuale e limitato Ipv4 (32 bit), il cui spazio indirizzi è in fase di esaurimento, un terma più che mai attuale. IPv6 è un nuovo protocollo che verrà utilizzato sulla grande rete fino al 2025, già supportato da vari anni anche dal Kernel di Linux. Articolo di Consulenti ICT Italia, sulla conferenza tecnica tenutasi presso i locali del CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche - Area della Ricerca di PISA - in data 8.5.2011, a conclusione dell'ultimo Internet Festival 2011 organizzato nella prima settimana di Maggio 2011.
WinFF: il miglior programma per convertire file video in Ubuntu
Partendo da un caso pratico: la conversione di un file video da mkv a avi abbiamo esplorato tutti i diversi software a disposizione di Ubuntu in questo segmento. Dopo varie prove (e alcune ore) abbiamo stilato una classifica "pratica" tra ffmpeg, avidemux, VLC e WinFF. Proprio quest'ultimo e risultato il migliore e il piu' facile da utilizzare..... (leggi come)
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