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Creative Commons organizzazione non profit dedicata all'espansione delle opere di creatività di condivisione pubblica
Nel 2001 nasce l'organizzazione Creative Commons con lo scopo di trasferire alcuni principi del software libero a opere artistiche di tipo differente, attraverso la redazione di un insieme di licenze con un diverso grado di «libertà», ovvero di restrizioni legali...
Seconda alpha per Mageia 1 nuova distribuzione Linux che si prefissa di proseguire sul tracciato solcato ormai da Mandriva
Mageia, nuova distribuzione Linux che si prefissa di proseguire sul tracciato solcato ormai da Mandriva, visto che il suo team di sviluppo sarà formato da ben oltre 50 programmatori ex-Mandriva, convintissimi nel proseguire nel progetto open source.
Già pronti per mettersi all’opera, i neo sviluppatori di Mageia sono soltanto alla ricerca delle strutture idonee per cominciare il proprio lavoro: una distribuzione Linux innovativa e completa, che risulti stabile, robusta ma allo stesso tempo semplice da utilizzare.
Mandriva Linux, prima conosciuta come Mandrake Linux, e' (o meglio era) una distribuzione GNU/Linux nata nel 1998 orientata principalmente al desktop, alla facilità di gestione ed installazione, particolarmente consigliata agli utenti meno esperti.
La facilità della distribuzione era principalmente dovuta ai molti assistenti ed alle procedure guidate che si trovano negli strumenti di configurazione e che, quindi, permettono anche ad un utente con modeste conoscenze informatiche di amministrare il sistema abbastanza agevolmente.
Nata come derivazione di Red Hat, cui aggiungeva l'allora nuovo desktop grafico KDE, ma è ormai completamente indipendente.
Degno di nota il particolare sistema di gestione dei pacchetti, chiamato urpmi, che si occupa di scaricare, installare e provvedere alle dipendenze di un programma in automatico, ed il Centro di Controllo, da dove, attraverso i procedimenti guidati, si possono controllare i vari aspetti del sistema.
Rilasciata Linux Mint 10 KDE stabile, veloce, con un buon riconoscimento hardware.
Come prima distribuzione Linux Mint è ottima. E' stabile, veloce, ha un buon riconoscimento hardware, è bella da vedere -che non guasta mai-, facile da installare e usare e ha un sistema di gestione
Linux Mint è una distribuzione GNU/Linux per personal computer. Si basa su Ubuntu e usa sia dei repository specifici, sia quelli di Ubuntu di Canonical Ltd.
Mentre il nucleo di Linux Mint è basato su Ubuntu, il design, alcune applicazioni ed in generale l'interfaccia utente, sono sviluppate direttamente dal team di Linux Mint: le differenze includono dei temi, codec multimediali, un menù personalizzato ispirato a quello di Windows Vista, una collezione di strumenti di sistema progettati per semplificare l'utilizzo del sistema agli utenti.
Nuova versione 1.1.1 per Jolicloud distribuzione Linux progettata esclusivamente per netbook.
Jolicloud è una distribuzione Linux progettata esclusivamente per netbook.
I netbook non attirano soltanto una marea di aziende pronte ad invadere il mercato e un sacco di gente pronta a comprare, attirano anche gli sviluppatori di sistemi operativi alternativi. Tra i quali è stato attirato Tariq Krim, inventore del sistema operativo Jolicolud e fondatore della Netvibes.
Questo nuovo sistema operativo basato su GNU/Linux, garantisce una grande velocità di avvio ed una semplicità di utilizzo assoluta grazie alle icone di navigazione.
Supporterà inoltre senza problemi sia il touch screen che il 3G.
Quel che rende JoliCloud veramente interessante è la sua interfaccia grafica che permette accesso immediato ad applicazioni web, link a siti di maggiori interesse ed integrazione del desktop con i social bookmarks; per fare un esempio sarà possibile avviare una sessione di Meebo o Google Reader allo stesso modo in cui si lanciano solitamente programmi come Gimp o VLC.
JoliCloud sarà un sistema operativo “sociale”; se ad esempio un altro utente (nostro contatto) della distro installerà nuove applicazioni, verremo avvvisati ed avremo la possibilità di installare anche noi l’applicazione in esame.
Nuova versione 2.0. 1 per System Rescue Cd, insieme di utilità gratuite per la gestione delle partizioni del disco fisso.
System Rescue Cd è basata su Gentoo, nelle parti che compongono il sistema operativo, Windowmaker come desktop ultraleggero.
Contiene svariate utilità di sistema, come parted, partimage, fstools..., oltre ad alcuni tool come editors, midnight commander, network tools.
Il kernel supporta la maggior parte dei file system, come ext2/ext3, reiserfs, reiser4, xfs, jfs, vfat, ntfs, iso9660, oltre ai file system di rete come nfs e samba.
Succede a volte di trovarsi di fronte a problemi con partizioni o file system che è difficile risolvere con il sistema installato, partizioni cancellate per errore, bootloader mancanti, file system corrotti ecc; in questi casi diventa indispensabile un cd-live che permette di rientrare nel sistema e correggere, quando possibile, eventuali magagne.
Oggi ci sono moltissimi cd-live che permettono questo, quasi tutte le distribuzioni hanno una “Live” scaricabile che permette di fare queste operazioni ma non hanno il set di programmi e la leggerezza che possiede ad esempio System Rescue Cd.
Rilasciata Tiny Core Linux 3.5, un sistema operativo in soli 10MB di spazio.
Un sistema operativo in soli 10MB di spazio? Può sembrare una sfida troppo difficile anche per una distribuzione GNU/Linux, ma in realtà non lo è: il chiaro esempio è dato da Tiny Core Linux, una distribuzione minimale che necessita di poco meno di 10MB per essere installata, e che riesce dunque a superare altre celebri distribuzioni minimali come SLAX o Damn Small Linux.
Oltre alle dimensioni ridottissime, Tiny Core Linux si distingue anche per i tempi di avvio decisamente brevi: nei nostri test, il tempo trascorso dal caricamento dell'immagine ISO tramite una macchina virtuale VirtualBox e la comparsa del desktop è stato di soli 4 secondi, e tali prestazioni sono facilmente ripetibili su diverse tipologie di hardware. Una volta avviato il sistema, la distribuzione risulta essere piuttosto rapida e reattiva.
Queste eccellenti prestazioni sono dovute anche ad un'insolita caratteristica: il sistema operativo, infatti, viene copiato nella memoria RAM e da lì gira per tutto il tempo di esecuzione, offrendo tempi di accesso alle risorse notevolmente inferiori rispetto alle classiche distribuzioni Linux.
Se da un lato Tiny Core Linux si presenta come una soluzione ottimale per chiunque necessiti di un sistema rapido e leggero, da utilizzare ad esempio con hardware datato ma ancora funzionante, dall'altro non può certamente rappresentare una distribuzione da utilizzare come sistema operativo principale. Il suo obiettivo, infatti, non è quello di fornire un ambiente operativo completo di tutte le applicazioni necessarie ad un utilizzo quotidiano.
PinguyOS 10.04: Ubuntu ancora più semplice, un aspetto grafico più ricercato e una maggiore usabilità rilascia la nuova versione
Se avete installato il sistema operativo Ubuntu e venite da Windows, vi sarete senz’altro accorti di come manchino diverse funzionalità che nel sistema proprietario Microsoft sono incluse nell’installazione di base.
Infatti, nel SO di Ubuntu, l’utente deve provvedere manualmente ad installare tutti i plugin di cui non si può fare assolutamente a meno, come ad esempio il codec di lettura per file mp3 e il plug-in di compressione/decompressione di archivi compressi RAR.
Il che è molto semplice per chi ha una certa esperienza riguardo il sistema Debian, ma i nuovi utenti linuxiani potrebbero trovare non poche difficoltà a svolgere tali operazioni.
A questa categoria di utenti viene in aiuto Pinguy OS, un sistema operativo basato su Ubuntu in cui nell’installazione di base troviamo integrati tutti i software di cui si ha normalmente bisogno.
Anche se chiamarla distribuzione è un po' eccessivo, visto che si tratta di una Ubuntu riveduta e corretta. I suoi creatori riconoscono il merito di quella che sta diventando la distribuzione Linux per antonomasia, ma chi l'ha provata sa che subito dopo l'installazione bisogna fare delle aggiunte necessarie per quasi tutti gli utenti: codec MP3, plugin Flash, Java e chi più ne ha più ne metta.
Il sito è molto curato anche se è caratterizzato dai soliti pattern del web 2.0 con l'aggiunta di un'eredità della lotta fra IE e Netscape, il bollino "Best viewed with".
Questo a causa di problematiche di licenze e brevetti. Ad ogni rilascio di Ubuntu, in aprile e in ottobre, gli articoli che suggeriscono tali aggiunte rispuntano come i funghi. Ecco allora che alcuni utenti si sono fatti più furbi e scelgono Linux Mint, una versione derivata capace già al primo avvio di usufruire di formati e siti multimediali.
Pubblicata una nuova versione di Scientific Linux distribuzione sviluppata dal "Fermi National Accelerator Laboratory"(Fermilab)
Scientific Linux è una distribuzione GNU/Linux, sviluppata dal "Fermi National Accelerator Laboratory"(Fermilab) e dall' "European Organization for Nuclear Research" (CERN), e mira ad essere compatibile al 100% con i pacchetti basati su .rpm e su Red Hat.
Questa distribuzione è basata sul software libero reso disponibile da Red Hat, ma non è prodotta, mantenuta o supportata da Red Hat inc.
Più precisamente, essa è basata sul codice sorgente di Red Hat Enterprise Linux, sotto i termini e le condizioni della Red Hat Enterprise Linux's EULA e della GNU General Public License.
Storia.
Il Fermilab aveva già creato una distribuzione Linux conosciuta col nome di Fermi Linux LTS 3.0.1, basata su RHEL. Nel frattempo, il CERN stava sviluppando la versione successiva di Cern Linux, anch' essa basata su RHEL. Fu il CERN a proporre al Fermilab di unire gli sforzi; Connie Sieh, la principale sviluppatrice di Fermi Linux, si rese conto del potenziale di questa collaborazione[senza fonte], prevedendo che del progetto avrebbero beneficiato non solo i due grandi centri di ricerca ma anche una moltitudine di piccoli laboratori. Sieh è stata la principale sviluppatrice, guidando lo sviluppo dei primi prototipi e delle relase iniziali.
Il primo prototipo fu chiamato HEPL, ossia High Energy Physics Linux, e fu accolto favorevolmente dalla comunità scientifica. Molti espressero tuttavia insoddisfazione per quanto riguardava la scelta del nome, in quanto non tutti gli utenti si occupavano di fisica delle alte energie[senza fonte]. Il nome fu quindi cambiato in Scientific Linux. La prima relase ufficiale risale al 10 maggio 2004.
Con il rilascio di Scientific Linux 3.0.1, il CERN iniziò a collaborare e divenne co-sviluppatore della distribuzione.
Scientific Linux include software utile per gli scienziati ed in generale per chi lavora con dati scientifici; alcuni esempi sono le librerie FITS, Graphviz, e il linguaggio di programmazione R.
Scientific Linux è una distribuzione GNU/Linux, sviluppata dal "Fermi National Accelerator Laboratory"(Fermilab) e dall' "European Organization for Nuclear Research" (CERN), e mira ad essere compatibile al 100% con i pacchetti basati su .rpm e su Red Hat.
Zenwalk (precedentemente chiamata MiniSlack) con particolare attenzione alle applicazioni internet rilascia una nuova versione b
Zenwalk Linux (precedentemente chiamata MiniSlack) è una distribuzione GNU/Linux originariamente basata sulla Slackware creata da Jean-Philippe Guillemin. Sin dalla sua creazione si è tuttavia notevolmente distaccata dalla Slackware sotto molti aspetti, ha mantenuto però la compatibilità con i pacchetti binari.
Zenwalk si propone come distribuzione multi-uso con particolare attenzione alle applicazioni internet, alle applicazioni multimediali e agli strumenti per lo sviluppo. Inoltre, Zenwalk possiede molti strumenti specializzati, progettati sia per chi comincia sia per gli utenti esperti, che permettono di configurare il sistema sia attraverso la linea di comando sia in ambiente grafico.
Gnome 3 Adwaita, leggero ed elegante, incorporaanche piccoli cambiamenti al compositing environment Mutter.
Da qualche giorno è disponibile il nuovo tema di Gnome 3: si chiama Adwaita ed è leggero ed elegante, come proponevano gli appassionati di Gnome.
Il tema, pur coprendo ovviamente Metacity, dovrebbe dare il meglio di sè con Gnome Shell.
Piccoli cambiamenti sono stati apportati anche al compositing environment Mutter.
Certo si tratta di lavori ancora in corso, ma visto l’indirizzo che ha preso Ubuntu, con la sostituzione di Gnome con Unity e Global Menu, c’è da aspettarsi che Gnome Shell sia la pronta risposta del progetto Gnome che da questo abbandono subirà certo un grosso colpo.
Infatti fino a poco tempo fa Canonical lasciava intendere che il 2011 sarebbe stato l’anno di Gnome Shell, e invece….
Gnome 3.0 dovrebbe arrivare presto e già si inizia a scoprire cosa vedremo e cosa probabilmente verrà lasciato fuori.
Dopo una lunga discussione è stato deciso di non includere Gnome Activity Journal, conosciuto anche come Gnome Zeitgeist, perché al momento non è sufficientemente integrato nell’ambiente e sembra ancora troppo un’applicazione separata.
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