La Guardia Costiera italiana sceglie LINUX.

Il Vessel Traffic Services (VTS) è un sistema di controllo ed assistenza al traffico marittimo simile, in alcuni aspetti, al controllo del traffico aereo.
Lo scopo di tali sistemi, realizzati nelle aree marittime più congestionate e delicate, è quello di prevenire incidenti, aumentare la sicurezza della navigazione e la protezione della vita umana in mare e preservare l'ambiente dagli inquinamenti, spesso inevitabile conseguenza degli incidenti navali.
Anche l'Italia ha attivato un suo programma di realizzazione di centri VTS, commissionato con un importante contratto, siglato nella sua ultima parte nel 2005 con l'industria nazionale (Gruppo Finmeccanica), che, nell'occasione, dopo le esperienze maturate nell'installazione dei sistemi realizzati fino ad allora, ha effettuato una scelta coraggiosa e innovatrice, proponendo all'amministrazione di realizzare il nuovo VTS basandolo su sistemi Open Source.
La Guardia Costiera ha raccolto la sfida, anche nell'ottica delle direttive europee a favore dell'Open Source e con un occhio al risparmio ed alla disponibilità finale dei sorgenti del software realizzato per il progetto.
L'iniziativa è stata definita coraggiosa perché in un ambito molto tecnico e specialistico, come quello dei sistemi di controllo del traffico marittimo, la comunità Open Source è poco attiva, e non può quindi essere di grande supporto. Inoltre gli stessi softwaristi di Selex- Sistemi Integrati e di Elsag-Datamat (Gruppo Finmeccanica) non avevano una peculiare esperienza nel campo O.S. ed è stata pertanto, anche per loro, una nuova sfida.
Come sistema operativo di base è stato scelto Linux: dopo una breve esperienza con Suse, utilizzato inizialmente nel VTS di Messina, la preferenza è caduta sulla distribuzione Red Hat Enterprise, con la release 5 attualmente installata sui sistemi realizzati.
Tutto il software necessario, oltre quello già disponibile nella distribuzione Linux, è stato sviluppato ad hoc, oppure è stato adattato da prodotti già esistenti elaborati come necessario (porting, reverse engineering, ecc.).
Anche per la cartografia elettronica è stato necessario rivolgersi ad uno dei più grossi produttori mondiali (Jeppesen – società del gruppo Boeing) per ottenere una codifica crittografica delle carte compatibile con Linux: alla fine sul sistema sono state installate le carte elettroniche prodotte dalla società Seven Seas – Gruppo Jeppesen- con la codifica S63.
La strada per giungere al risultato è stata lunga, complessa e non sempre facile, ma oggi si possono vedere i nuovi sistemi operare già a Genova e Livorno, mentre nel giro di qualche mese tutti i VTS esistenti saranno aggiornati alla nuova tecnologia.
Il successo ha alla fine premiato gli attori in gioco: l'industria nazionale ha sviluppato un importante know how nel campo dell'Open Source e di Linux in particolare che la pone all'avanguardia in un settore tecnologicamente molto avanzato dove opera una forte e qualificatissima concorrenza internazionale.
La coraggiosa scelta della Guardia Costiera, di rivolgersi all'Open Source per sistemi Mission Critical, ha premiato un'amministrazione virtuosa e sensibile verso le indicazioni europee in campo informatico, anticipando le recenti istanze di sobrietà nella spesa pubblica (spending review) e ponendo il Corpo delle Capitanerie di Porto nella veste di precursore in questo delicato campo. Infine il possesso dei codici sorgenti di tutto il software (appunto open source) sviluppato per il progetto consentirà alla Guardia Costiera di modificare, elaborare, evolvere questo importante assieme di programmi.


Scritto da cosscara, il 15-08-2012
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