MAC Address clonato e router Technicolor TG582n (Mar, 02/04/2013 - 13:38 — pc11pc )

Buongiorno a tutti,

con Ubuntu 12.04 ho inserito un MAC Address clonato ma il router (che non ha blocchi ma solo la password WPA/WPA2) Technicolor TG582n non gli consente la connessione.

Ho verificato che lo individua ma non gli assegna numero ip ed indica tipo di periferica 'sconosciuta' (mentre le altre le etichetta come WLAN o ETH)..

..avete idee in proposito? O un escamotage da attuare?

Grazie.

Linux From Scratch (LFS): creazione di un sistema Linux partendo da zero, usando solamente i sorgenti dei software richiesti.

lfs.jpg Linux From Scratch (LFS, letteralmente dall'inglese Linux da zero) è un libro scritto da Gerard Beekmans, Matthew Burgess ed altri. Nel libro sono fornite istruzioni su come costruire un sistema Linux a partire dai codici sorgente. La storia di LFS inizia nel 1998, quando Gerard Beekmans, non soddisfatto di altre distribuzioni, decide di creare il suo sistema ideale personale che si adatti alle sue esigenze, e scrive i suoi progressi in un pezzo di carta. In breve tempo, il libro riscuote successo, ed attorno ad esso si sviluppa un progetto, con lo scopo di educare l'utente a costruire nel modo più pulito possibile un nuovo Sistema Operativo. Il libro è disponibile gratuitamente dal sito di Linux From Scratch, la cui versione corrente è la 6.8. Per mantenere LFS piccolo e conservare il suo scopo, è stato creato un altro libro, Beyond Linux From Scratch, che presenta le istruzioni su come proseguire lo sviluppo del sistema di base creato con LFS. Linux From Scratch consiste in un modo per installare un sistema Linux funzionante attraverso la costruzione manuale e configurazione di tutti i suoi componenti. Tale processo è molto più laborioso rispetto all'installazione di una distribuzione pre-costruita. L'idea di base è che installare i singoli pacchetti uno per uno porterà ad una comprensione dei meccanismi interni di un sistema Linux funzionante. Inoltre, ovviamente, compilare tutto il software specificamente per la piattaforma ed architettura su cui verrà eseguito tende a far risultare i programmi più leggeri e veloci. Infine, è più facile personalizzare i pacchetti installati quando ognuno di essi è stato installato manualmente - "La tua distro, le tue regole". Procedura. Per costruire LFS, il costruttore necessita di una partizione vuota e un file system Linux funzionante. Per prima cosa bisogna compilare una toolchain che consiste in strumenti (tools) come gcc, glibc e Perl, usati per compilare LFS. Poi la cartella radice deve essere cambiata (chroot) a quella cassetta degli attrezzi per far partire la costruzione del sistema finale. Uno dei primi pacchetti da compilare è glibc; dopo di che il linker della cassetta degli attrezzi deve essere impostato per linkare glibc appena costruito, così che tutti gli altri pacchetti che verranno costruiti per il sistema finale saranno linkati a quest'ultimo. Non appena le versioni finali dei pacchetti sono installate, queste devono essere quelle utilizzate da bash, piuttosto che quelle temporanee nella cassetta degli attrezzi. Questo si realizza vuotando la tabella hash di bash ed impostando la cartella dei binari della cassetta degli attrezzi per ultima nella variabile di ambiente path del nuovo ambiente. Creazione di una nuova partizione. Per costruire il nostro nuovo sistema Linux abbiamo bisogno di un po' di spazio: una partizione vuota sul disco. Se non avete una partizione libera, nè spazio in nessuno dei vostri hard disk per farne una, allora potete costruire LFS nella stessa partizione in cui è installata la vostra distribuzione host. Non è una procedura raccomandata per la vostra prima installazione di LFS, ma se non avete spazio e vi sentite coraggiosi, date un'occhiata ai suggerimenti su .... Per un sistema minimale avrete bisogno di una partizione di circa 1,3 GB. Questo spazio è sufficiente per archiviare tutti i tarball sorgenti e compilare tutti i pacchetti. Ma se intendete usare il sistema LFS come vostro sistema Linux principale, probabilmente vorrete installare software addizionale, e avrete bisogno di più spazio, probabilmente attorno ai 2 o 3 GB. Dal momento che non abbiamo praticamente mai sufficiente RAM nel nostro PC, è una buona idea utilizzare una piccola partizione come area di swap: questo spazio è utilizzato dal kernel per archiviare dati usati raramente e fare spazio in memoria per cose più urgenti. La partizione di swap per il vostro sistema LFS può essere la stessa del vostro sistema host, così non dovrete crearne un'altra nel caso in cui il vostro sistema usi già una partizione di swap. Avviate un programma di partizionamento come cfdisk o fdisk che abbia per argomento l'hard disk su cui deve essere creata la nuova partizione, ad esempio /dev/hda per il disco IDE primario. Create una partizione Linux nativa e una partizione swap, se necessario. Fate riferimento alle pagine man di cfdisk o fdisk se non sapete come usare i programmi. Ricordate la designazione della vostra nuova partizione, qualcosa tipo hda5. Questo libro vi farà riferimento come partizione LFS. Se avete anche una partizione di swap ricordatevi anche la sua designazione. Questi nomi saranno in seguito necessari per il file /etc/fstab.

Peppermint OS Ice-10012010 distribuzione Linux basata su Ubuntu che mira ad essere leggera, veloce e facile da usare

peppermint_logo.png Peppermint Linux è una distribuzione Linux basata su Ubuntu che mira ad essere leggera, veloce e facile da usare. Impiegando la tecnologia Prism di Mozilla, Peppermint si integra perfettamente con le applicazioni Cloud e web-based. Le altre dotazioni della distribuzione comprendono aggiornamenti automatici, installazione semplice passo a passo, interfaccia semplice e intuitiva e mobilità crescente, grazie alla integrazione con le applicazioni Cloud-based. Di seguito vedremo i semplici passaggi che permettono di installarla sul nostro computer. Iniziate, come sempre, col procurarvi l'immagine ISO di Peppermint, che potete scaricare a partire dal sito della distribuzione, a questo link. Masterizzate l'immagine scaricata, impostate il BIOS del vostro computer in modo da eseguire il boot per prima dall'unità ottica, inserite il disco masterizzato in quest'ultima ed avviate il pc: ecco la prima schermata che vedrete

Scritto da Hugo, il 07-03-2011
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Bodhi Linux, una distribuzione per netbook basata su Ubuntu.

bodhiscrivania.png Bodhi è una versione di Linux, derivata da Ubuntu, abbastanza spartana (l’immagine ISO misura solo 400 Megabyte), ma piuttosto interessante, che lascia parecchio spazio alla fantasia dell'utente per installare i programmi. Infatti, magari mancano degli elementi che, di solito, li troviamo già installati in altre distribuzione, per esempio, l'installazione di Openoffice.org, (oppure LibreOffice) il supporto alla stampa, un completo supporto ai codec, il software per la masterizzazione e una serie di altre cosette. Il motivo è che Bodhi contiene soltanto quattro programmi, oltre a quelli essenziali per far partire Ubuntu in modalità grafica:

PinguyOS 10.04: Ubuntu ancora più semplice, un aspetto grafico più ricercato e una maggiore usabilità rilascia la nuova versione

pinguy.jpg Se avete installato il sistema operativo Ubuntu e venite da Windows, vi sarete senz’altro accorti di come manchino diverse funzionalità che nel sistema proprietario Microsoft sono incluse nell’installazione di base. Infatti, nel SO di Ubuntu, l’utente deve provvedere manualmente ad installare tutti i plugin di cui non si può fare assolutamente a meno, come ad esempio il codec di lettura per file mp3 e il plug-in di compressione/decompressione di archivi compressi RAR. Il che è molto semplice per chi ha una certa esperienza riguardo il sistema Debian, ma i nuovi utenti linuxiani potrebbero trovare non poche difficoltà a svolgere tali operazioni. A questa categoria di utenti viene in aiuto Pinguy OS, un sistema operativo basato su Ubuntu in cui nell’installazione di base troviamo integrati tutti i software di cui si ha normalmente bisogno. Anche se chiamarla distribuzione è un po' eccessivo, visto che si tratta di una Ubuntu riveduta e corretta. I suoi creatori riconoscono il merito di quella che sta diventando la distribuzione Linux per antonomasia, ma chi l'ha provata sa che subito dopo l'installazione bisogna fare delle aggiunte necessarie per quasi tutti gli utenti: codec MP3, plugin Flash, Java e chi più ne ha più ne metta. Il sito è molto curato anche se è caratterizzato dai soliti pattern del web 2.0 con l'aggiunta di un'eredità della lotta fra IE e Netscape, il bollino "Best viewed with". Questo a causa di problematiche di licenze e brevetti. Ad ogni rilascio di Ubuntu, in aprile e in ottobre, gli articoli che suggeriscono tali aggiunte rispuntano come i funghi. Ecco allora che alcuni utenti si sono fatti più furbi e scelgono Linux Mint, una versione derivata capace già al primo avvio di usufruire di formati e siti multimediali.

Scritto da Hugo, il 14-02-2011
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CrunchBang Linux, un Ubuntu più leggero e veloce, rilascia la versione CrunchBang Linux 10 R20110207

crunchbang.png CrunchBang Linux è una distribuzione basata su Ubuntu, che fa uso del window manager Openbox e di applicazioni GTK+. Benché non indicato per computer datati, viene presentato come “Un Ubuntu più veloce” (A Faster Ubuntu) sin dal boot-up (date le prestazioni migliorate in fase di avvio della distro firmata Canonical, l’affermazione citata sarebbe da verificare) ed il suo scopo principale è quello di offrire un giusto compromesso fra velocità e funzionalità. CrunchBang Linux mette a disposizione un buon corredo di programmi, fra cui xfce4-terminal, il file manager ROX-Filer, i browser Epiphany e Firefox, Thunderbird, Eye of GNOME, gFTP, GIMP, OpenOffice.org, Audacity e Rhythmbox; con il rilascio della versione 7.10.02, sono stati introdotti anche Brasero (stessa cosa avvenuta con Ubuntu), Gizmo e Skype, PyTube, VLC (come player di default), Deluge BitTorrent e GNU Screen. CrunchBang Linux è disponibile come LiveCD (580MB), ma va precisato che il disclaimer ne sconsiglia l’uso a chi è in cerca di un sistema stabile.

Gestione dei server facile e veloce con TurnKey Linux

turnkey-graphical-boot-menu.png Quanto tempo occorre per installare e configurare una macchina LAMP (Linux, Apache, MySQL e PHP)? E per attivare una piattaforma Joomla!? O per mettere su un server di posta? Il sogno di ogni sistemista è di poter, se non azzerare, almeno di ridurre al minimo i tempi di installazione, configurazione, gestione delle dipendenze, ecc. di un ambiente applicativo. Avere delle macchine già pronte all'uso o un meccanismo che eviti di ripetere tutte le volte il solito iter sarebbe la soluzione ideale. In questo caso il progetto TurnKey Linux può dare una mano. Questo obiettivo viene raggiunto utilizzando tre approcci: 1. Le tecnologie di virtualizzazione La comunità ha già realizzato numerose Virtual Appliance pronte all'uso per diversi ambiti applicativi. Una Virtual Appliance è una macchina virtuale con l'ambiente applicativo già installato e configurato. TurnKey mette a disposizione macchine virtuali sia per la piattaforma VMware che per altre piattaforme di virtualizzazione che supportano lo standard OVF. 2. Immagini ISO Per ciascun ambiente applicativo è prevista una distribuzione come immagine ISO avviabile. L'ambiente può essere direttamente utilizzabile da un supporto ottico (in pratica un live CD/DVD) oppure è possibile installarlo su una macchina senza ammattire con pacchetti e dipendenze. 3. Cloud computing La comunità ha anche sviluppato delle immagini AMI (Amazon Machine Image) da attivare sulla piattaforma di cloud computing EC2 di Amazon. E' allo studio la possibilità di creare immagini direttamente ospitabili anche presso le infrastrutture cloud di altri fornitori. Indipendentemente dall'approccio, la macchina risultante è molto comoda da gestire. E' infatti previsto, oltre all'accesso alla shell in locale e in remoto via SSH, l'amministrazione tramite un comune browser, sia interagendo con l'interfaccia Web di Webmin sia utilizzando l'interfaccia Shell in a box che emula la shell di Linux. Tutte le soluzioni di TurnKey Linux sono basate su Ubuntu, di cui la comunità sposa lo spirito collaborativo.

Super OS, versione di Ubuntu completa di codecs che nella distribuzione progenitrice andrebbero installati manualmente.

Super_OS.jpg Super OS possiamo dire che è una versione di Ubuntu completa di codecs ecc. Include anche VLC, aMSN, Opera, Flash, Moonlight, Google Gears, App Runner, Java, Ubuntu Tweaks e StartUp Manager. Super Ubuntu è una distribuzione GNU/Linux, basata sulla celebre Ubuntu che ha come caratteristica principale quella di mettere a disposizione fin da subito alcuni software che nella distribuzione progenitrice andrebbero installati manualmente. Super Ubuntu racchiude al suo interno tutti gli ultimi aggiornamenti rilasciati per Ubuntu e le ultime versioni dei seguenti software liberi: OpenOffice.org, Gimp e Firefox. In aggiunta agli aggiornamenti, Super Ubuntu mette fornisce MPlayer, i codec necessari per la riproduzione dei DVD e file MP3, aMSN, AMule, Adobe Flash Player e Opera installati di base. Sono disponibili inotre Wine, Java Runtime Environment (JRE), il supporto per i file generati con Microsoft Office 2007, Adobe Reader, GParted, NDISwrapper e molti altri programmi. Super Ubuntu è quindi destinata a quegli utenti che vogliono avere tutto il software necessario alle loro normali attività subito disponibile al termine dell'installazione. Ricordiamo a tutti che il software contenuto in Super Ubuntu non è tutto software Open Source.

Deft distribuzione Linux live pensata per rispondere in modo specifico alle esigenze della computer forensics.

deft_logo.jpg DEFT, acronimo di Digital Evidence & Forensics Toolkit, è una distribuzione Linux live cd atta ad usi di Computer Forensics; nata nel 2005 per esigenze didattiche legate al corso di Informatica Forense della facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli studi di Bologna, nel 2006 ha avuto una mutazione nel breve termine che ha portato un cambiamento negli obiettivi finali del progetto trasformandola in un sistema che risponde a pieno alle esigenze dei professionisti del settore grazie anche alla forte collaborazione con IISFA italian capter e i suoi soci. Nel gennaio del 2007 è nata la prima release pubblica (v1), basata su Kubuntu Linux, seguita nel maggio del 2007 dalla release v2, sempre basata su Kubuntu. Il 6 dicembre del 2007 è stata rilasciata la release v3, frutto di un anno di esperienze e di consultazioni con i più importanti informatici forensi italiani come il professor Cesare Maioli e il dottor Donato Caccavella; a partire da tale release, il sistema viene basato su Xubuntu, con una serie di implementazioni che rendono la distribuzione perfettamente in regola con gli standarddefiniti per gli strumenti software dedicati alla Computer Forensics. Il 15 novembre 2008 viene rilasciata la release v4x, unica distribuzione Linux ad includere in esclusiva il network decoderXplico. Dal 2008 DEFT è diventata parte integrante delle tecnologie al servizio delle forze dell'ordine; ad oggi i seguenti enti (nazionali ed internazionali) ci risultano usare la suite durante le attività investigative:

Zorin Os, arrivata ormai alla quarta versione, è un’ottima distribuzione linux completamente gratuita e pronta per il download.

zorin_logo.png Zorin Os, arrivata ormai alla quarta versione, è un’ottima distribuzione linux completamente gratuita e pronta per il download. Completamente basata su Ubuntu 10.10, l’utlimissima versione, presenta, non solo un’ottima scelta di programmi preinstallati, di qualunque genere e tipologia, ma anche un look accattivante che può essere scelto in tre tipologie: lo stile Windows Xp, Windows 7 o il nativo Gnome. Presenta i codec preinstallati per riprodurre da subito, tutti i file multimediali che vogliamo, inclusi i java, adobe flash per i video dal web e moonlight per particolari elementi da riprodurre.







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